In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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“Orsù dunque, Avvocata nostra! Rivogli a noi gli occhi tuoi, misericordiosi… e mostraci Gesù, il Figlio benedetto del tuo seno… “

“Orsù dunque!”... Con quale impazienza queste parole invocano la Madre di Dio! Viene da dire: calma, che parole poco nobili! Come ci si rivolge alla Madonna? E invece no. Appunto perché siamo i figli amati della Madre amata, possiamo chiamarla con l’impazienza di chi non ha altra speranza se non quella del suo materno soccorso. Noblesse oblige, appunto! O meglio: Espérance oblige… La speranza cristiana non ha forse perso oggi molta della sua impazienza? Un cristiano che ha spento la sua serena impazienza non a forse dimenticato quale meta lo attira?

Orsù dunque avvocata nostra, consolatrice piena di Grazia, prendi in noi la difesa di tutto ciò che ancora è luce, verità, e allargane la tenda. Sii l’avvocata dei nostri desideri puri, delle nostre scelte generose, dei nostri atti di amore…  Sii tu l’avvocata di ciò che c’è di vero e di bello anche nel peggiore dei tuoi figli, come frammento d’immagine del suo Creatore.

Orsù dunque, Madre, rivolgi a noi i tuoi occhi, guarda dalla nostra parte. Bagna di misericordia l’aridità dei tuoi figli. L’aridità di P. che non ce la fa più a portare la malattia senza pesare su moglie e figli, l’aridità di F. che lotta controcorrente per non perdere la sua purezza tacciata di bigottismo, l’aridità di T. che dopo anni di fidanzamento vede la sua vita girarsi come una pagina dal retro incerto, l’aridità di C. che si sente in bilico sull’attivismo religioso e non sente più l’appoggio di una scelta consapevole…

Orsù dunque, Madre, mostraci il tuo Figlio: se tu rivolgi a noi i tuoi occhi, ci aiuterai a rivolgere i nostri verso di Lui. Come in una danza… una danza di sguardi. Quando questo esilio finirà, mostraci tuo Figlio. Anzi no. Siamo impazienti, troppo impazienti. Vogliamo vedere Gesù! Adesso. Mostracelo dopo l’esilio di ogni istante vissuto con lo sguardo distratto da Lui. Non permettere che l’esilio si allunghi, mostraci presto tuo Figlio, affinché finisca questo esilio che minaccia di fissarsi in una fatale inconsapevolezza. Un tremendo esilio dove la speranza non ha diritto di vivere, dove l’ingiustizia rischia di rivestirsi tragicamente di normalità. Risveglia la danza degli sguardi, risveglia i nostri cuori, vogliamo cantare l’Aurora, la danza dell’Aurora benedetta.

“Orsù dunque, Avvocata nostra! Rivogli a noi gli occhi tuoi, misericordiosi… e mostraci Gesù, il Figlio benedetto del tuo seno… “

Sr Ginevra Maria

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