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Sr Marie Didier

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San Martino di Porres

Martedì, 15 Ottobre 2013 12:18 Pubblicato in Giustizia e Pace

Restiamo umani con gli esseri umani


 

In occasione della Festa del nostro fratello San Martin de Porres,

Patrono della Giustizia sociale, vi invitiamo a un incontro di preghiera

per risvegliare la nostra umanità e il nostro impegno concreto,

alla luce degli ultimi avvenimenti, che non possono lasciarci indifferenti.

Vedere, giudicare e agire...

Vi aspettiamo Domenica 3 novembre

alle ore 15 a Piazza della Minerva a Roma

 

 

Promuove la Commissione Nazionale in collaborazione con i Promotori della Commissione Internazionale Giustizia e Pace dell'Ordine Domenicano

Info: www.giustiziaepace.org;

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Suor Alessia, OP - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Fra Giovanni, OP - 339 52 30 637

XII Giornata dell’Impegno e della Solidarietà

Lunedì, 10 Dicembre 2012 07:22 Pubblicato in Giustizia e Pace
soriano 1        Soriano 2

La commissione Giustizia Pace e Creato della famiglia domenicana, l'1 e il 2 dicembre 2012, ha organizzato la XII Giornata dell'Impegno e della Solidarietà a Soriano Calabro nel santuario di S. Domenico.

Ospitata dai confratelli, nella mattinata di sabato, come da programma, hanno dato inizio all'incontro – dibattito con Cettina Militello, Teologa; Maria Carmela Lanzetta, Sindaco di Monasterace; Giovanna Fronte, Difensore di Giustizia; Barbara Vinci, Vittime familiari di mafia; Caterina Patania, Responsabile antiviolenza donne e minori.

Erano presenti varie autorità tra cui il Vescovo della diocesi, il sindaco del paese, una vice prefetto delle zone limitrofe, il provinciale dei Domenicani dell'Italia Meridionale: P. Francesco La Vecchia, i parenti di Filippo Ceravolo, il ragazzo ucciso per errrore dalla ndrangeta, infine, numerosi ragazzi giunti in Santuario per l'occasione, insieme a molte persone tutte interessate alla tematica sviluppata dalle relatrici: "Tradizioni e tenerezza: ingiustizie e speranze della donna oggi".

Tutte le relatrici hanno parlato della donna, aggiungendo la loro esperienza di donne e di altre cui seguono e aiutano nella vita di tutti i giorni.

La teologa Cettina Militello, ha incominciato il discorso partendo dalla concezione che la Bibbia ha della donna. La donna nel Libro Sacro, è una donna che osa, che ha l'audacia di cambiare il destino degli uomini, diversamente dalle categorie di sottomissione, di dipendenza, di obbedienza che si sono sempre fatte passare come caratteristica specifica dell'antropologia femminile.

L'avvocatessa Givanna Fronte, partendo dal presupposto di servire la Madre Chiesa per amore, si occupa delle vittime della criminalità, in particolare delle donne, di coloro che si sono dissociate dalla vita malavitosa e collaborano con la giustizia. Dalla sua esperienza con esse ha rilevato che mentre gli uomini hanno più visibilità nelle aule del tribunale e possono difendersi più facilmente, le donne non godono gli stessi diritti.

Barbara, ha presentato il suo cammino di riscatto ancora in atto. A 7 anni è stata privata tragicamente del padre sempre per mano di mafiosi. Da allora lei con tutta la sua famiglia ha vissuto la solitudine da parte del paese che ignorava molte cose. Oggi lei non parla più con rabbia, come faceva pochi anni fa, prima di frequentare un'associazone che la sta aiutando a trasformare la sua esperienza dolorosa in impegno a vivere libera dai giudizi e pregiudizi e ad aiutare altre vittime innocenti.

Carerina Patania, sempre in tema di violenza sulle donne, è impegnata come psicologa e psichiatra a dare un aiuto fattivo alle sue vittime di uomini violenti che quasi sempre si rivelano diversi da come si sono fatti conoscere all'inizio di un rapporto affettivo e coniugale. Ha raccontato il caso di una donna che ha seguito per anni e che quest'anno il 25 novembre, giornata dedicata al ricordo delle donne vittime di violenza, ha parlato a Rai 1 sottolineando il beneficio della denuncia, del coraggio che occorre per superare la paura facendosi aiutare dalle istituzioni in tutti i modi possibili.

Il Sindaco Maria Carmela, è un'altra donna che facendosi coraggio, sorretta dalla vicinanza e dall'incoraggiamento di molte persone di tutt'Italia, non si è data per vinta dalle minacce di morte che riceveva e dai soprusi. Liberatasi dalla paura che la paralizzava, oggi, poteva dire a tutti i suoi ascoltatori che si può osare pur di vedere trionfare la giustizia sociale.

Come sindaco del suo paese, e toccata di persona da violenza psicologica che ostacolava la propria libertà, ha intrapreso un commino a fianco di donne che subiscono ingiustizie sociali, chiamandole ad una resistenza civile e dignitosa, superando la paura per rompere il muro del silenzio.

Dopo il racconto delle "donne coraggio" l'assemblea si è sciolta per rivedersi il giorno successivo

alla solenne concelebrazione eucaristica dopo della quale, in presenza del sindaco di Soriano, la Commissione compiendo un gesto di solidarietà nei confronti dei familiari di Filippo Ceravolo, ha fatto dono di un dipinto in cui vi era raffigurato il ragazzo e San Domenico.

Nessuna persona è clandestina

Lunedì, 22 Ottobre 2012 07:35 Pubblicato in Giustizia e Pace
MARCIA SILENZIOSA PER LA GIUSTIZIA SOCIALE

Ci rendiamo sempre più conto dal grido di molti uomini e donne, di molti popoli e culture che la giustizia codificata dalle leggi non basta più: i diritti più elementari degli uomini vengono calpestati e la stessa Dichiarazione dei diritti dell'uomo in molte situazione non è altro che una carta vuota.

E' giusto che in un mondo sempre più globalizzato, aumenti l'esclusione?

E' giusto che delle nazioni pretendano di dominare sulle altre, di imporre le loro visione?

E' giusto che milioni di uomini e donne non abbiano la libertà e la possibilità di esprimersi attraverso la propria cultura, la propria fede?

E' giusto che delle persone siano etichettate ad esempio immigrato, extracomunitario = delinquente e per questo emarginate e private di diritti di cittadinanza

E' giusto che le risorsi e i beni del creato siano oggetto di sfruttamento e accaparramento e non di condivisione?

Martino ci insegna che se non mettiamo al centro la persona con tutte le sue relazioni verso altre persone e verso il creato non ci potrà essere vera giustizia.

Un giorno al priore che lo rimproverava di aver accolto un povero nella sua cella Martino rispose Non sapevo che l'obbedienza passasse prima della carita!

Sappiamo bene cosa disse e fece il nostro padre Domenico durante la carestia mentre era studente a Palencia. Ma qui voglio sottolineare cosa aggiunse Stefano di Spagna al processo di Bologna: e da quel momento molti uomini influenti cominciarono a predicare con Domenico. E' interessante notare come nella memoria di fra' Stefano questo atto di condivisione sia legato all'inizio della predicazione. Come domenicani ci potremo domandare se il nostro studio si limiti alle pelle morti piuttosto che il grembo fecondo di una parola che predichi la giustizia, la solidarietà...

Se vuoi la pace lavora per la giustizia

La pace per tutti nasce dalla giustizia di ciascuno.


«Allora il deserto diventerà un giardino

e il giardino sarà considerato una selva.

Nel deserto prenderà dimora il diritto

e la giustizia regnerà nel giardino.

Effetto della giustizia sarà la pace,

frutto del diritto

una perenne sicurezza»

(Is, 32, 15-17)

Giornata internazionale di preghiera per la pace

Sabato, 20 Ottobre 2012 19:28 Pubblicato in Bollettino
 
 GP 2

Il 21 settembre molti gruppi, associazioni, organizzazioni e popoli del mondo celebrano il giorno internazionale della Pace.

Noi domenicani della commissione Giustizia e Pace quest'anno ci siamo incontrati con tutti coloro che hanno voluto partecipare all'evento a S. Sabina in Roma per un'ora di preghiera.

Abbiamo pregato il rosario della pace con commenti in inglese, in italiano, spagnolo, rumeno e francese.

Con questa varietà di lingue e dei colori dei ceri, che richiamavano i cinque continenti, e che venivano accesi dopo ogni commento, abbiamo voluto evidenziare il carattere mondiale della giornata.

Fra Carlos R.Linera ci ha offerto delle riflessioni sul tema della Pace. Ci ha ricordato che il dono della pace alberga nei nostri cuori quando viviamo in armonia e pace con noi stessi prima. Da queste premesse, possiamo essere seminatori di Pace.

Fare la pace e donare la pace deve essere un impegno permanente e deve essere messo al di sopra di ogni interesse.

Con la preghiera vespertina e la Salve Regina della tradizione domenicana cantata processionalmente, abbiamo terminato l'incontro di preghiera con la consapevolezza e la gioia di aver unito le nostre voci, alle voci che si elevano da tutte le parti del mondo ferito, diviso e tormentato da tante guerre.

 

GP 1

Ringraziamo coloro che hanno dato il loro appoggio all'iniziativa: Fra Carlos Linera, sr.Tony, sr Didier, sr Alessia.