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Home » Predicazione » Avvento 2010 - 3a domenica (2)
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Meditazione per la terza domenica di Avvento

Ieri, un amico mi ha infilato un foglietto in mano dicendomi:

"Su questo, troverai i testi della Bibbia che i cristiani ascolteranno a Messa domenica prossima. Se t'interessa… Parlano di gioia! D'altronde, se tu entrassi in una chiesa, troveresti il sacerdote 'in rosa'!"

'In rosa'? ho chiesto. Piuttosto strano per un uomo! Mi vuoi spiegare perché?

Perché la terza domenica di preparazione al Natale, è la domenica detta di "Gaudete". E' latino, e significa proprio "Rallegratevi"!

Voi cristiani, siete veramente spiritosi… ma poco realisti. C'è da chiedersi se talvolta vi capita di aprire gli occhi o leggere i giornali… Meredith, Sara,… e mia zia che aspetta i referti della biopsia?  e il mio compagno che si è suicidato?  e la crisi? e il lavoro che non trovo? Senza parlare d'Al Quaeda, dell'Afganistan, ecc, ecc.  Rallegratevi?... C'è da credere che non siate al corrente di nulla…

Invece siamo informati, io sono molto informato, leggo ed ascolto i mezzi di comunicazione… Però leggo anche la Bibbia. Vedi, il giornale in una mano, la Bibbia nell'altra. Da un lato, una parola d'uomo, dall'altro, la Parola di Dio... Sta alla seconda chiarire la prima, illuminarla. Dio è il primo ad essere informato di tutto quello che succede su questa Terra – una 'scienza' che gli è costata abbastanza cara! Non credi poi che conosca il contenuto dei giornali un po’ più a fondo di noi? Eppure domenica, ci parlerà di gioia, di allegria, di esultanza, di giubilo! Di fiori! Di guarigioni anche!... Sai che nel Vangelo, le parole 'gioia' e 'beato', tornano una sessantina di volte? Puoi andare a vedere! E questa volta, Gesù addirittura sta per dichiarare noi "beati"! Gesù sta per dirci: “Beato … colui che non si scandalizza di me".

Allora, non ti scandalizzare se, domenica, la Sua Parola ci inviterà a rallegrarci, e addirittura ci dichiarerà beati, nonostante la nostra miseria e quella del mondo.

"Beati, beati…" Sono state persino le prime parole della Sua predicazione: una promessa di felicità…

Ma sant'Iddio, per chi, questa promessa?

Per chi?... ma per il povero, il povero in spirito… per te, se vuoi…

Ma vuoi scherzare?...

No, no, per niente! insisto e ti spiego: beato colui (io, tu) che, seppur piegato, curvato nel suo intimo dal dolore del suo cuore, dal dolore dell'intera umanità, si riconosce proprio così come è, una creatura, piccola ma amatissima, della quale Dio stesso e solo Lui è la ricchezza. Beato se spalanca il suo cuore per accogliere l'illuminazione della Parola del Dio, la Parola dell' Amore sulle vicende umane: le sue e quelle dell'umanità,  per accogliere la sua potenza di ri-creazione e di resurrezione, in grado di far fiorire il narciso sulla terra arida del deserto… perché l'esultanza della salvezza è un dono da accogliere prima di essere un compito di assolvere…

Come i due ciechi nel Vangelo di Matteo[1] … hai solo da gridare, urlare:

“Figlio di Davide, abbi pietà di noi!”.

E poi ascoltare:

“Credete voi che io possa fare questo? “.

E credere:

“Sì, o Signore!”.

Allora Gesù toccò loro gli occhi e disse:

“Sia fatto a voi secondo la vostra fede”. E si aprirono  loro gli occhi'.

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Questo è possibile se non pensi di essere Lui, se non pretendi di insegnargli il mestiere, se vedi nella tua povertà questo vuoto, questa mancanza di qualcosa in cui si esprime tuttavia un'attesa: una  tristezza sì, se vuoi, ma che è anche speranza. Questo sarà possibile se gli griderai di affrettarsi a venire da te per riempirti fino in fondo della Sua Gioia…

Ed è proprio questa discesa verso di te, in te, il Natale

Guarda alla Vergine Maria: tutta accoglienza, tutta dolore, ma anche tutta gioia:

"Il Signore ha guardato l'umiltà delle sua serva.

D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata."

"Fatti capacità e Io mi farò torrente", disse Gesù a Santa Caterina da Siena.

Sii felice!


[1] (capitolo 9, versetti 27ss.),

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