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Home » Predicazione » Avvento 2010 - 4a settimana
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Parola...Voce...Silenzio...

Dice Dietrich Bonhoeffer: «Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola, perché i nostri pensieri siano già rivolti verso la Parola. Facciamo silenzio dopo l’ascolto della Parola, perché questa ci parli ancora, viva e dimori in noi. Facciamo silenzio la mattina presto, perché Dio deve avere la prima Parola e facciamo silenzio anche prima di coricarci, perché l’ultima Parola appartiene a Dio. Facciamo silenzio solo per amore della Parola». Quando Dio cominciò a creare lo fece con la potenza della sua parola  «Sia la luce!», «Luce fu». Ma quando creò l’uomo, non ci viene riportata una parola creatrice ma un dialogo con l’uomo creato. Dio è una voce, una voce libera. Una voce grandiosa e potente, una voce che crea l’essere, che cambia la storia. Nella storia, quando Dio parla, lo fa tramite la parola degli uomini. Nascondimento della parola potente nella debolezza e limitatezza della parola umana. Quando si parla della parola di Dio che diventa povera per starci vicina, si cita l’esperienza che ha vissuto Elia sul monte Sinai, quando sogna e desidera di poter vedere Dio in tutta la potenza e la grandezza di quella parola, e invece alla fine Dio non è nel terremoto che sommuove la terra, nella folgore che incendia gli alberi; Dio non è nel vento impetuoso della tempesta: Dio è il Dio grandioso che si fa povero, che si fa che si abbassa per arrivare alla nostra spalla, al nostro orecchio, alla nostra fragilità. Elia sente la voce di un silenzio svuotato. In questa voce riconosce la presenza di Dio. Ma non basta ancora E la Parola si fece carne e mise la sua tenda tra noi, «ascoltatelo» dice il Padre. La parola stessa di Dio viene a parlare la nostra lingua. Entra in dialogo con l’uomo, di nuovo in modo diretto. Si tratta di riconoscere la parola di Dio al di là di una voce umana. Si tratta di accogliere la parola nel nostro cuore ascoltando la voce e la vita di Dio fatto uomo, voce che alla fine tace, vita che si lascia trovare da chi lo cerca! Sconvolgimento dell’incontro dell’uomo con un Dio che facendosi uno di noi, ha trasfigurato il nostro limite, la nostra creaturalità, la nostra umanità. Parola incarnata che dà senso al nostro vivere.

Sapremo farci silenzio, superare la voce per ascoltare la Parola che si vuole fare carne nella nostra vita? Sapremo riconoscere nella voce del silenzio la presenza di un Dio che ci ama e si fa carico della nostra storia, un Dio che non distrugge ma trasforma, ricrea? Sapremo cogliere in tutto l’arco della vita di Cristo, dal bambino-infans (che non parla) al suo silenzio sulla croce la rivelazione di un amore che non si impone ma si propone alla nostra libertà?

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