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Un Messaggio di Natale

Con l’Avvento, ancora una volta si è aperto per l’Ordine dei Predicatori il tempo benedetto della speranza dell’Incarnazione. Tempo benedetto, perché il mistero della venuta del nostro Dio tra gli uomini, Uno per la salvezza di tutti, costituisce certamente il cuore della missione dell’Ordine. Giovani ed anziani, al Nord o al Sud, frati o suore, laici o chierici, noi tutti un giorno siamo stati conquistati da questa notizia folgorante al punto di donare la nostra vita perché la Buona Notizia fosse conosciuta in tutto il mondo: Dio viene nel nostro mondo e, attraverso questo dialogo con il mondo e le sue culture, Egli inizia il tempo della nuova creazione. Questa speranza dell’Incarnazione è insieme sia l’orizzonte della nostra fraternità apostolica sia il suo più sicuro sostegno.

La notizia della venuta di Dio, appresa tempo fa in piena notte, ha il potere di risvegliare i pastori e di sorprendere il gruppo di persone semplici che si appressano alla grotta; dà da pensare ai sapienti al punto di indurli a partire per strade loro poco familiari, rende inquieti i potenti disorientati dalla resistenza che la dolcezza e l’amore oppongono alle vane pretese del potere. Dio tra gli uomini, ed improvvisamente coloro che pensavano di essere dimenticati da tutti si sentono invitati al primo posto nel compimento delle promesse, che gli affaticati della vita si rimettono in piedi, gli schiacciati dalla colpa e dal peccato afferrano la mano che li rialza. Dio viene in persona a dialogare con il suo popolo ed il mondo è percorso dal “sottile silenzio di una brezza leggera”, che apre il tempo della speranza della nuova creazione: ciascuno può osare nascere di nuovo; il mondo può essere rinnovato. È possibile costruire un futuro di giustizia e di pace da oggi stesso, nella misura in cui ci lasciamo abitare dalla speranza che, attraverso mani umane, Dio stesso è all’opera per modellare una creazione nuova. Proprio questa notizia straordinaria, del dialogo di Dio con il suo popolo, con ciascuno e con tutti, ci ha messo in cammino ed è per la sua forza e per la sua piena realizzazione che noi vogliamo vivere! Non è forse essa che, ancora oggi, deve tenerci svegli?

Il nostro Ordine è servitore della venuta di Dio e del dialogo che così è inaugurato. Questo è ciò che fece scegliere a Domenico la via della predicazione apostolica. Questo ha animato Pietro di Cordoba ed i suoi fratelli quando, attraverso il sermone pronunciato da Montesinos, ricordavano le esigenze di un’alleanza in una dignità comune. È questa venuta di Dio quella di cui noi vogliamo scorgere i segni nei dialoghi con le culture tradizionali così come nei dialoghi con le culture moderne della tecnica e della scienza. È ancora essa quella di cui noi vogliamo essere le “sentinelle della notte” mentre siamo in ricerca dei nuovi mondi dell’arte o della comunicazione digitale. Ovunque, unirsi ai nostri contemporanei per ascoltare vicini a loro, con loro, i passi di Dio che viene, scorgere con essi i segni di speranza d’un mondo nuovo che sta per nascere.

L’Ordine è anche servitore di questo dialogo di Dio con gli uomini, quando, attraverso la vita fraterna, invita i fratelli ad essere testimoni gli uni per gli altri di questo dialogo di Dio con ciascuno di noi, a dispetto delle nostre debolezze, malgrado le insufficienze delle nostre vite, e forse proprio partendo da esse. La predicazione dell’Ordine è sicuramente comunitaria, nel senso che è insieme che dobbiamo tenerci svegli per cogliere nel mondo e nelle culture umane i segni della venuta di Dio, aprendo quel dialogo, attraverso il quale Egli fa nuove tutte le cose. Ma essa è comunitaria, « santa predicazione », anche perché i frati, nell’avventura della vita comune, osano essere reciprocamente testimoni gli uni gli altri di questa venuta di Dio presso ciascuno, della promessa di una nuova nascita. Speranza della venuta di Dio che noi vogliamo testimoniare accogliendola in noi stessi e offrendola al mondo come promessa di una nascita nuova.

Che questo tempo d’Avvento e la celebrazione del santo Natale siano per tutti voi un tempo di gioia, di quella gioia donata da questa speranza!

fra Bruno Cadoré op Maestro dell'Ordine

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