In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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Home » Predicazione » Quaresima 2011 - 3a domenica
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Sete di Dio...sete degli uomini

In questa terza Domenica di Quaresima, seguiamo i passi della donna di Samaria per andare anche noi con la nostra brocca ad attingere al pozzo, l’acqua della vita...

“Il popolo soffriva la sete per mancanza di acqua” (Es 17,3)

“Giunge una donna ad attingere acqua” (Gv 4,7)

Sia il popolo d’Israele guidato da Mosè che la samaritana, che viene incontro a Gesù, hanno sete, necessitano di questo elemento essenziale per la loro sopravvivenza: l’acqua...

Hanno sete! ...e noi abbiamo ancora sete?

Come Mosè, Gesù è stanco del viaggio e si siede “presso un pozzo” (Es, 2,15; Gv 4,6)... Accanto a questo pozzo nel paese di Madian, nella sua fuga, Mosè incontrerà la sua futura sposa; presso un simile pozzo, una donna, sola, in pieno mezzogiorno, all’ora in cui è certa di non incontrare le altre donne, nascondendosi forse dalla sua propria verità, incontra l’”uomo” della sua Vita che gli cambierà la vita! (Gv 4,29)

Quanta sete nel cuore della donna... “Hai avuto cinque mariti... ” (Gv 4,17)

...Sete di amare e di essere amata...Sete inestinguibile che cerca in tutti i sensi, in modo disordinato e disorientato una risposta che non soddisfa mai...

E noi, quali sentimenti nel nostro cuore nell' avvicinarci al pozzo...?

Qual'è la mia sete e che risposte tento di darle...?

Chi risponderà a queste sete...?

Mosè con il suo bastone, batterà la roccia per farne uscire acqua e far così bere il suo popolo. (Es 17,6) . Gesù, lui, non batte... Lascia venire a Lui, è aperto e disponibile all’incontro, accoglie senza condizione, entra in relazione da pari a pari... ed è come se il Signore nel suo desiderio di aprire a questa donna, a ciascuno di noi, il pozzo della vita, incoraggiando e riorientando la nostra ricerca ci dicesse, attraverso il suo apostolo Paolo: “La speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato donato.” (Rm 5,5)

Con tanta delicatezza Gesù apre questo cuore assetato e impaurito, non si presenta in quanto maestro o giudice, fa piuttosto emergere, passo dopo passo, nella sua stessa coscienza la sua sete. Prende per mano questa donna per fare con lei, con noi questo cammino... Un cammino che inizia nella paura e la sfiducia: “Come mai...” (Gv 4,9), talmente era abituata ad essere respinta per la sua condizione di donna, di samaritana, di peccatrice; un cammino che si lascia sorprendere e interrogare: “... da dove prendi quest’acqua viva?” (Gv 4,10), fino a poter esprimere la sua sete e a rendersi capace di aprirsi a questo dono di Dio: “Signore dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua.” (Gv 4,15)

Quali le nostre paure davanti al Signore che si avvicina a noi? quali i nostri interrogativi...?

Quale la nostra sete più profonda, che abita ogni altra sete particolare, e che ci fa gridare verso il Signore:

Dammi di quest’acqua, dammi una risposta, dammi la vita... che io non abbia più a cercare disperatamente in tutti i pozzi inariditi della mia vita...?

Davanti alla nostra sete nascosta, forse a noi stessi sconosciuta, Gesù viene disarmato...

Viene per farci scoprire tutta la centralità di questa sete nella nostra vita di figli di Dio, come è vitale l’acqua per la nostra esistenza corporale, Non ha come Mosè un bastone per far sgorgare l’acqua dalla roccia, non ha nemmeno un secchio per attingere in questo pozzo così profondo... Infatti la donna se ne stupisce senza capire, (Gv 4,11) quante volte anche noi ci stupiamo che il Signore non faccia per noi grandi miracoli come vorremo perché più semplice, più radicale, più potente... più conforme alla nostra visione di un Dio mago...

Un Dio che si presenta senza mezzi... affaticato, seduto presso un pozzo...

Un Dio che parla a un essere perso, rigettato, affannato nella sua disperata ricerca di felicità...

Un Dio... che non fa nemmeno bere come fece Mosé... ma che si rivolge a noi e dice: “Dammi da bere” (Gv 4,7) ...

Come potrei avere paura di un Dio che si fa mendicante, mendicante delle mie seti, anche le più nascoste, anche le meno dignitose, della mia goccia d’acqua per quanto piccola possa essere?

Dammi da bere...dammi tutte le tue seti, le faccio mie e io sarò in te sorgente di acqua viva... Ecco la potenza del nostro Dio... potenza dell’amore che si manifesterà pienamente in questo ultimo grido sulla croce che raccoglie ogni grido umano: “Ho sete” (Gv 19,28)

Tutte le nostre sete qui sono raccolte e Lui le tramuta in sorgente in questi nostri cuori aperti, feriti, assetati d’Amore... Questa nostra sete diventa acqua viva che può a sua volta dissetare e zampillare per altri cuori assetati: (Gv 4,39)... perché è Cristo stesso che viene ad abitare in noi, a dimorare nella nostra vita... e lo adoreremo “in spirito e verità”...(Gv 4,23)

La mia sete in Cristo diventi Sorgente di vita, fonte zampillante di vita eterna...

Come può la mia vita offrire quest’Acqua ai miei fratelli?...

Come posso guidarli verso questa Fonte che è Cristo... affinché anche loro possano deporre in Lui la loro sete e da Lui ricevere l’Acqua Viva?

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