In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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Che vuol dire accogliere il Cristo che viene? C’è qualcosa che potrebbe realmente impedirmi questa accoglienza? Cosa potrebbe farmi mancare all’appuntamento con Lui? Cosa posso fare perché Gesù possa erompere in me assieme alla novità di vita che mi propone?       Lasciare “Ciò che non mi serve mi ingombra” (Madre Teresa di Calcutta). Tutti noi abbiamo dei fardelli che teniamo stretti stretti e che, non solo ci ingombrano, ci saturano, ma ci paralizzano. Lasciare: l’immagine che mi sono fatto di me; quella che vorrei gli altri si facessero o si sono già fatti; le cause dei miei turbamenti……… Prendere dopo un tempo in cui comincio a guardare ciò di cui mi sono indebitamente appropriato, magari non perché non mi spetti ma perché anche altri possano avere la gioia di possederlo; e dopo averlo abbandonato, almeno con la volontà, una volta rimasto vuoto e nudo, devo prendere qualcosa per continuare il cammino: ciò che mi aiuta ad accogliere Gesù, fosse anche la nuova immagine di me che intanto si è delineata. E starò attento a prendere solo ciò che mi è veramente necessario …… donare ma ciò che io prendo, o meglio, che accolgo comunque come dono che sempre viene da Dio, non è solo per me: diventa ricchezza per l’altro. Ciò che la grazia mi permette di ricevere diventa grazia per ogni uomo e ogni donna che mi sta accanto: gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date! (Mt 20,8b) ricevere ma grazia non è solo donare, è anche saper ricevere dall’altro; saper accettare le mediazioni umane, esse pure presenza di Cristo che illumina, corregge, esorta, incoraggia…. Ricevere prima di tutto l’altro, la sua persona, accogliendola così come è, con la certezza che per me è comunque una ricchezza. Ricevere il suo punto di vista, accettare un consiglio o perfino accogliere un rimprovero che mette a nudo una parte di me più fragile ma che mi aiuta a crescere, mi purifica e mi libera. E quando avrò fatto questo sarà Natale, perché avrò lasciato l’uomo vecchio, avrò preso il nuovo (cf. Ef 4, 22-24) avrò sperimentato la gioia del dono e lasciato che il mio fratello cammini con me! Sr Florenza op

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