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17 Mag

“Salotti” DSI Santa Sabina: “Le domenicane e la predicazione”

Il 17 maggio 2012 a Roma abbiamo vissuto un momento vivo e fraterno di famiglia domenicana a Santa Sabina, in occasione dei "Salotti" organizzati dal DSI.

Per meglio approfondire il tema "Le domenicane e la predicazione" sr Giovanna del Monastero santa Maria della Neve (Pratovecchio – Toscana), Irene, laica della comunità di Agognate (Novara – Piemonte), e la sottoscritta sr M. Elena della CRSD – Provincia Italo – Svizzera, siamo state invitate a dare una semplice e fraterna "testimonianza"

Alcune domande servivano da traccia per la riflessione di quel luminoso pomeriggio a Santa sabina.

  1. Che cosa evoca in voi l'immagine dell'invio di Maria Maddalena?
  2. Qual è la vostra esperienza di evangelizzazione?
  3. Cosa sentite che si può fare per rafforzare il carisma femminile dell'evangelizzazione?

Siamo state accolte da fr Bruno Cadorè. Il Maestro dell'Ordine ha soprattutto sottolineato come la missione di evangelizzazione propria dell'Ordine, oggi più che in altri momenti della storia, debba essere frutto di comunione di tutta la famiglia domenicana: nessuno può operare da solo. Riporto due affermazioni particolarmente significative:

"La prima Santa Predicazione è la comunità di amicizia che accompagnava Gesù, comunità di uomini e donne... La fondazione dell'Ordine è come una analogia di questa prima comunità con Gesù.

L'evangelizzazione richiede allora una comunità di amicizia tra uomini e donne riuniti intorno a Gesù che camminava incontro agli uomini..."

Le testimonianze delle pressenti hanno fatto eco a queste parole confermandone l'esigenza davvero domenicana della santa predicazione fondata sulla fraterna amicizia che ci rende comunità che evangelizza già per ciò che è. Una analogia sentita come responsabilità di evangelizzazione; come necessita e urgenza della "reciprocità tra frati e sorelle".

Difficile riassumere quanto comunicato con slancio da ogni invitata. Con il Monastero domenicano di Pratovecchio abbiamo respirato la passione ci ha affascinato la loro capacità di trovare vie concrete pur dell'annuncio nella dinamicità nella stabilità e libertà nella regola di vita illustrata da esempi concreti che rendono le monache presenza vivificante per la Chiesa locale e non solo.

Convivialità e annuncio della Parola si sono coniugate. Tra i genitori, catechisti e le monache è nata amicizia e si sta vivendo un momento di risveglio che ridona fiducia.

Anche internet, è "entrato" nel modo di evangelizzare: è una rete per veicolare la Parola. Tutte scelte fatte comunitariamente avendo sempre presenti le esigenze della nostra vita contemplativa.

L'esperienza di Irene, laica domenicana della comunità di Agognate, si esprime tutta nelle sue affermazioni. Come donna e laica domenicana, lei e chi con lei condivida la vita di comunità ad Agognate desiderano essere narratrice di speranza convinta che : "il mio pulpito è il quotidiano". Irene ha chiuso citandoci il testo che è stimolo per la missione sia personale che comunitaria. E' un grido di Caterina da Siena in un momento difficile e per il mondo e per la Chiesa: Non più tacere! Gridate con centomila di lingue. Vedo che, per lo tacere, il mondo è guasto... L. 16 e, continua Irene, il mondo è nelle nostre mani, perché siamo le Sue mani.

Per me pensare a Maria Maddalena è la donna del profetismo femminile.

In una sua lettera Caterina parlando di Maria Maddalena ci dice:

"... Maddalena si umiliò e conobbe sé medesima: con tanto amore si riposò a' piei del nostro dolce salvatore!... Questo mostrasti, dolcissima Magdalena, quando, cercando il tuo dolcissimo maestro, non trovandolo nel luogo due l'avevi riposto, o Maddalena amore, tu impazzi, perché tu non avevi più il tuo cuore, infatti era riposto col tuo dolcissimo maestro e salvatore nostro dolce!

Ma tu ne pigliasti buono penso per trovare il tuo dolce Gesù: tu perseveri, e non poni termine al tuo grandissimo dolore. O quanto fai bene, perché ben vedi che la perseveranza è quella che ti fa trovare il tuo maestro!" L. 61

In questa citazione mi sembra ci siano i tratti fondamentali della nostra predicazione di donne domenicane. In quel "ha conosciuto se medesima" mi pare di scorgere tutto il cammino di interiorità che è alla base del correre poi verso il fratelli e relazionarsi con loro in verità. Maddalena, poi, non si rassegna alla morte, non si dà pace perché il suo cuore di donna appassionata le diceva che il suo Rabbi era vivo. Capacità femminile di scorgere la vita, di far vivere la vita.

Infine per il suo non demordere nel cercare dove è Gesù glielo fa trovare, non solo, ma diviene una inviata: icona dello studio - missione della domenicana.

Sì, per me lo studio femminile ha questa caratteristica dell'innamorata della Vita, cercata, accolta e donata.

Per questo motivo come donna mi pare utile rileggere il pensiero, la vita delle tante figure femminili domenicane di ieri e di oggi. Il loro profetismo può contribuire a formare sempre più la nostra identità di donne chiamate per l'evangelizzazione. Come non esprime, allora, ancora una volta e con forza il desiderio di avviare uno studio serio e sistematico della vita e della dottrina del nostro Dottore della Chiesa Caterina da Siena.

Infine non ho passato sotto silenzio la terza domanda: la collaborazione con i frati, che non sembra facile, soprattutto in Italia. Quando questa si realizza, anche nei tempi di formazione, è sempre occasione di reciproco arricchimento. L'evangelizzazione diventa testimonianza evangelica di possibilità straordinarie di collaborazione in una società dove il concetto del diverso è appiattito o desta timore.

Il clima così semplice e aperto del Salotto ci ha fatto sentire tutti famiglia. Una volta di più mi sono convinta che se incontrarsi richiede tempo, a volte ci costa, ma sempre ne vale la pena. Non solo le fatiche sono condivise, soprattutto l'entusiasmo si fa contagioso e si riparte a dire ai nostri fratelli e alle nostre sorelle in comunità e nella polis: Cristo è risorto come aveva promesso, Alleluia.

M. Elena Ascoli op

17 maggio 2012

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