In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

Login

Home » Notizie » Bollettino » Una mano di luce
A+ R A-


Giotto nativitàQuesto è il tema del corso di affresco per ragazzi che abbiamo organizzato in quanto Centro culturale, dal 2 al 5 gennaio nella Cappella San Tommaso a Fondi - ancora una volta messa con coraggio a disposizione di imprevedibili artisti in erba dal nostro parroco don Guerino - e nel chiostro del ex-convento San Domenico. Dopo il successo del corso per adulti l'estate scorso, c'erano già 6 ragazzi iscritti in "lista d'attesa"! con pochissima pubblicità e con il passa-parola si sono iscritti in tutto 14 ragazzi (dai 7anni e mezzo ai 10 anni), 4 ragazzi e 10 ragazze.

I pomeriggi erano articolati in diversi tempi:

Un primo momento di "contemplazione" attorno ad un affresco della Natività con Sr Thérèse Marie. E' così che abbiamo ammirato la Natività di Pinturicchio (a Santa Maria del Popolo a Roma) e quella di Giotto (nella Cappella degli Scrovegni a Padova) e l'ultimo giorno un affresco dell'Adorazione dei magi di un pittore anonimo (in una Chiesa a Beinette, Piemonte):

- Guardare in silenzio i dettagli

- Commentarli per cercare di capire cosa ci vuole trasmettere l'artista

- E in fine confrontare il quadro con il passo del Vangelo per scoprire le somiglianze e differenze.

I bambini l'hanno fatto con molta serietà e profondità.

Poi c'era il momento "teorico" per imparare sia la storia dell'affresco attraverso i secoli, ripercorrendo le opere d'arte dalle grotte di Lascaux al soffitto della Sistina con Sr Antonella Marie, sia la sua tecnica con Sr Ginevra Maria).

Sr Ginevra

Ma prima di dare noi le risposte come in un insegnamento, i ragazzi sono stati invitati ad "accendere i perché". Guidati alla scoperta degli affreschi della Capella San Tommaso, Sr Ginevra li ha stimolati a osservare bene, a notare i dettagli, le forme, i colori, i vari strati di pittura, le stranezze... Perché? Questo era il gioco di questo primo giorno. E si sono divertiti davvero al punto di dimenticare quasi la merenda!

Il terzo momento... e non il meno importante era "pratico", cioè la realizzazione di un piccolo affresco personale:


DSCF7247wPrimo giorno: fabbricazione della malta (sabbia di fiume, calce in polvere e cemento bianco) per il primo strato. Due per due, vestiti con grembiule e armati di cazzuola (un tipo particolare di spatola), ecco i nostri eroi intenti a mescolare allegramente gli ingredienti e poi a stendere la malta sulla loro mattonella (e anche un po' dappertutto!) nello stupendo sottofondo del chiostro del 1466.

Secondo giorno: ancora grembiuli e spazzola... con i guanti di plastica questa volta per limitare i guai (l'esperienza insegna!) per la fabbricazione dell'intonaco (sabbia di fiume, grassello di calce e polvere di marmo) che sarà spalmato il giorno successivo per realizzare "l'a-fresco". Ognuno poi si sceglie il modello da ricopiare su un foglio trasparente. Questo disegno verrà riportato il giorno seguente sull'intonaco della mattonella, grazie alla polvere di sinopia (pietra rossa proveniente dalla città di Sinope) passata sul foglio trasparente bucherellato sulle linee del disegno. Perciò il disegno rosso che serve da base per l'affresco si chiama sinopia.

tecnica

una mano di luceTerzo giorno: la grande avventura! Il pomeriggio intero è consacrato alla pittura dell'affresco. Tre o quattro per tavolo, seduti nella Cappella di San Tommaso con gli adulti vicini, ogni ragazzo si applica sulla propria opera mescolando i pigmenti con poca acqua. Tutto bene... se non fosse per la brutta sorpresa degli inconvenienti dell'inverno umido fondano... Si dipinge sull'intonaco fresco, sì... ma quando è troppo fresco per non dire bagnato, le opere d'arte si trasformano qualche volta in basso-rilievo! Ma poco importa è troppo divertente. Dopo qualche ritocco discreto per i volti o le vesti da parte degli adulti, l'opera è pronta per la mostra dell'ultimo giorno.

Il 5 pomeriggio è consacrato a rispondere ai "perché", riprendendo ciò che si è imparato lungo il corso: ripercorrere gli affreschi della Cappella per capire chi sono i personaggi, la tecnica usata, qualche nozione sui pittori delle opere scelte: Giotto, Fra Angelico, Pinturicchio. Tutto questo per prepararsi alla mostra delle ore 18 aperta al pubblico. Poi ogni ragazzo istalla la sua mattonella su un cavalletto che addobba secondo i suoi gusti con tessuto e oggetti portati da casa. Tutto è pronto per accogliere i genitori che scoprono meravigliati il lavoro dei loro "piccoli". Poi sono invitati tutti a sedere. Dopo una carrellata di foto che ripercorrono le tappe del corso, ecco il momento della consegna dei certificati. E' il direttore della CREIA, Fabio Refini, che consegna il documento ad ogni partecipante un po' emozionato.



Come conclusione lasciamo parlare i ragazzi che ci dicono perché è piaciuto loro il corso.

"Abbiamo imparato tante cose."

"Abbiamo incontrato nuovi amici."

"Era bello perché c'era un sacco di perché!"


Suor Thérèse Marie



Ultima modifica il Venerdì, 06 Luglio 2012 09:02

Lascia un commento

Make sure you enter the (*) required information where indicated.
Basic HTML code is allowed.