In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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madre di dio

Ancora oggi è possibile vedere nelle chiese ortodosse rumene il costume dei fedeli di fare, entrando nelle chiese, delle mătăni1 dalla porta fino all'iconostasi, e di baciare e toccare le sante icone. Il senso profondo di tali gesti mostra la venerazione dei cristiani ortodossi per le icone e tali gesti ricevono il loro significato nella liturgia.

Per i cristiani dell'Oriente, la liturgia è "l'icona, il modello e la scuola della salvezza", e il nostro typikon2 e tutto, cioè le antifone, le letture, le preghiere, i canti e le icone o gli affreschi, hanno come scopo di disporre alla comunione con Dio. Come scrive San Nicola Cabasilas: «Il loro scopo è quello di metterci di fronte allo spettacolo della divina economia, affinché le nostre anime siano santificate e noi di conseguenza, resi idonei a ricevere i sacri doni...».

La presenza della Madre di Dio, la Theotokos, nella liturgia e nell'iconografia è molto varia. La possiamo trovare entrando nella chiesa messa su una sorta di ambone; la vediamo sull'iconostasi, sia a sinistra delle cosiddette "porte regali", che sulle porte stesse. La possiamo ammirare sui muri in diverse affreschi e, in posizione centrale, sull'abside del santuario. La sua presenza non ha lo scopo di abbellire i muri e gli interni delle chiese, bensì quello di aiutare il fedele a entrare nel mistero della Divina Liturgia.

E a lei che il fedele prega prima di iniziare la divina Liturgia, davanti all'iconostasi, chiedendole di aprire per noi le porte delle misericordia che conducono alla salvezza:

"Beata Madre di Dio, apri le porte della profonda misericordia a noi che abbiamo posto fiducia in te...!"

E lei intercede per noi, con le braccia aperte in posizione orante, dall'alto dell'abside nel santuario, secondo le parole della liturgia: «Per i preziosi doni offerti e santificati, preghiamo...affinché il misericordioso nostro Dio, accettandoli in odore soavità spirituale nel suo Altare santo, celeste e immateriale, ci invii in contraccambio la grazia divina e il dono dello Spirito Santo...».

Maria – la Theokotos è chiamata a far nascere suo Figlio nei cuori di tutti noi. E questo è, infatti, il significato di tutta la vita liturgica e sacramentale della Chiesa.

Davanti allo splendore di questo mistero cantiamo oggi anche noi, nella solennità della Madre di Dio, di Colei che ha portato la salvezza in questo mondo accettando di essere lo strumento di Dio per l'incarnazione del suo Figlio, unendo le nostre voci e i nostri cuori al popolo che nella Divina Liturgia canta:

"È veramente giusto proclamare beata te, o Madre di Dio,

che sei beatissima, tutta pura e Madre del nostro Dio.

Noi magnifichiamo te, che sei più onorabile dei cherubini

e incomparabilmente più gloriosa dei serafini,

che in modo immacolato partoristi il Verbo di Dio,

o vera Madre di Dio."



1 Mătăni – inchini (in greco metanie)

2 Typikon – si potrebbe qui tradurre con il latino ordo


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