In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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"Notte e giorno rieccheggiano la poesia dell'incarnazione, dove vita e morte incontrano luce, musica, sapori. Là, in quel villaggio sperduto, parabola della nostra quotidianità, le donne, nella loro lotta per la pace, fanno ai loro uomini la domanda che abita la nostra umanità: cosa sperate dall'esistenza se non l'amore che fa la sua bellezza?" 

Sr Jacqueline

dove andiamo


Un tema classico interpretato con lo sguardo di una donna, Nadine Labaki : le relazioni tra musulmani e cristiani... Ambientato nel quotidiano di un borgo isolato dove le donne, cuori di spose e di madri prima di tutto, fanno del tutto per mantenere un clima di pace e rispetto mutuo quando le tensioni dell'esterno mettono a rischio questo fragile equilibrio tra gli uomini del villaggio... Al cuore di un argomento così profondo e delicato che tocca al valore stesso della vita e della fraternità aldilà di ogni confessione si viaggia tra il piangere e il ridere con grande rispetto e sobrietà, con la delicatezza femminile... E ci mettiamo a sognare che questa amicizia così fragile sia possibile... Un inno alle donne strumento di pace, portatrice di vita!

Sr Marie-Théo

 

Difficile riassumere un film per invogliare a visionarlo senza però svelare troppo. In una frase potremmo dire riprendendo le parole della copertina: in un villaggio di cristiani e musulmani, le donne, "grazie alla loro straordinaria inventiva, mettono in atto dei piani esilaranti cercando di distrarre gli uomini del villaggio, in modo da allentare la tensione interreligiosa." Ma se dovessi esprimere il sentimento che prevale dopo averlo visto, sottolineerei la forza delle donne per proteggere la vita, l'armonia, la pace, al-di-là di ogni differenza pure viscerale come quella tra le religioni. Una forza d'amore che davvero fa nascere la vita sulle ceneri dell'odio sterile perché sgorga da più profondo, al-di-là dei punti di divergenza. Non è lì che giace la dignità dell'uomo, in questo punto che lo fa figlio dell'unico Dio, il clemente, il misericordioso?

Sr Christine


dove andiamo 2


Ascoltiamo la voce narrante ...

La storia che voglio raccontare la offro a chi la vuole ascoltare ...

Sono gente che digiuna che in preghiera si raduna,

la storia di un villaggio isolato, dalle mine circondato,

solo, tra cielo e terra, sperduto nella guerra,

due gruppi dal cuore straziato, sotto un cielo infuocato,

con le mani che il sangue bruna, in nome della croce o della mezzaluna,

un villaggio isolato, che per la pace ha optato,

la cui vita è intessuta, di filo spinato e violenza vissuta,

è una lunga storia, di ombre scure senza gloria,

senza stelle scintillanti, né fiori sfavillanti,

con occhi di cenere e lacrime accerchiati,

le donne per proteggere i loro amati, di coraggio si sono corrazzate ...


il film ci dispiega il coraggio di queste donne che sono sempre protagoniste, unite al di là delle loro differenze ...

La voce narrante conclude:


la mia storia l'ho raccontata, a voi l'ho confidata,

su un villaggio che la pace trovava, mentre il conflitto il paese attraversava,

la storia di uomini che si sono addormentati, e si sono svegliati senza guerra, meravigliati,

una storia di donne, sempre di nero abbigliate

che di fiori e preghiere si sono armate,

al posto di armamenti vari per proteggere i loro cari,

hanno preso in mano il destino per trovare un altro cammino ...


Adesso tocca a noi, spinte da queste donne, trovare un altro cammino, che possa vincere le nostre divisioni, un cammino da inventare, il cammino della vita ...

sr Catherine

 

 
Ultima modifica il Sabato, 09 Febbraio 2013 13:58
Sr Catherine Elisabeth

Sr Catherine Elisabeth

"Noi crediamo che la grazia di Dio consiste proprio in questo suo volersi lasciar conquistare dall'uomo, in questo suo consegnarsi, per così dire, a lui. Dio vuole entrare nel mondo che è suo, ma vuole farlo attraverso l'uomo: ecco il mistero della nostra esistenza. Dio entra là dove lo si lascia entrare. " (Martin Buber, Il cammino dell'uomo)

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