In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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Nella IV domenica di Pasqua, la domenica del Buon Pastore, dai tempi di Paolo VI siamo invitati a pregare per le vocazioni. Vocazione... una parola che a qualcuno "fa venire l'orticaria", una parola che, in ambito ecclesiale evoca carenza, crisi (Eh, oggi non ci sono più vocazioni!) E anche chi prega per le vocazioni spesso magari spera che fioriscano altrove e non nella propria famiglia.

Eppure vocazione è una parola che riguarda ogni creatura. Il libro della Genesi ce lo dice chiaro: "E Dio disse... e furono creati". Siamo stati chiamati (vocati) all'esistenza.

stelleAmo molto questo versetto di Baruc che cito secondo la vecchia traduzione che mi piace di più: Le stelle brillano dalle loro vedette e gioiscono; egli le chiama e rispondono: «Eccoci!» e brillano di gioia per colui che le ha create (3, 34-35). Ecco cosa è la vocazione: parola pronunciata e accolta che diventa fonte di gioia.

Noi viviamo, esistiamo perché Dio ha pronunciato una parola su di noi. Ma ha anche voluto che la sua Parola diventasse uno di noi perché noi diventassimo nuove creature in cui lo Spirito grida "Abba' Padre". Le stelle di Baruc brillano di gioia per Dio che le ha create. Ma la vita delle stelle finisce!

Anche Gesù nel vangelo ci parla di una parola da ascoltare ma questa diventa luogo di comunione con lui (Io le conosco ed esse mi seguono) dono di una vita che nessun buco nero inghiottirà, perché Lui morendo e risorgendo è entrato dentro ogni tipo di buco nero (morte, peccato, non-senso, menzogna, disperazione, depressione...) per portarvi la potenza dell'amore di un Dio che ama senza misura e che gioisce per i suoi figli.

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