In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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La solennità della Pentecoste ci porta a vivere nuovamente il dono gratuito dello Spirito Santo, la nascita della Chiesa, la nascita della nostra vita in Cristo.

In quanto festa liturgica, essa si celebra cinquanta giorni dopo la Pasqua, ed è una delle feste più antiche del calendario cristiano. Ne parlano Tertulliano ed Origene nel III secolo come feste annuali, e già nel IV secolo fa parte del patrimonio teologico/liturgico delle diverse Chiese: Egeria ne indica la celebrazione a Gerusalemme; poi abbiamo dei testi dei Cappadoci e di altri autori cristiani. Infine Romano il Melode, nel VI sec., ne compone diversi kontakia1 .

pentecoste

Icona russa della Pentecoste del XVI secolo della Scuola di Novgorod

Durante il tempo di cinquanta giorni non si fa penitenza, non si prega in ginocchio e ci si deve liberare da ogni affanno, cosi come nota Anastasio di Alessandria: «Il digiuno pasquale finisce con l'oscurità delle sera di Sabato Santo. Dopo sorge la luce domenicale e la Santa Domenica nella quale nostro Signore è risuscitato, risplende per noi. Occorre allora rallegrarci ed esultare per la gioia che proviene dalle buone azioni per altre sette settimane che sono la Pentecoste, rendendo gloria al Padre e dicendo: "Questo è il giorno che ha fatto il Signore; rallegriamoci ed esultiamo"». È un tempo escatologico, come raccomanda Basilio il Grande, che «ci ricorda la resurrezione che noi attendiamo nell'altro secolo»2.

Il tempo liturgico Pasquale finisce con la celebrazione del vespro celebrato al tramonto della Domenica di Pentecoste. Nella liturgia bizantina il celebrante recita una serie di lunghe preghiere inserite nelle struttura ordinaria della celebrazione. I libri liturgici prevedono che queste preghiere vengono recitate ed ascoltate in ginocchio, e lo stesso vespro viene comunamente chiamato della Gonyklisia3 .

Tale preghierà è scandità dal tropario e kontakion della festa: «Benedetto sei Tu, o Cristo Dio nostro, che hai reso sapienti i pescatori avendo inviato su di loro lo Spirito Santo, e, per mezzo di essi, hai preso nelle reti il mondo, o amico degli uomini, gloria a Te. Quando l'Altissimo discese e confuse le lingue , divise le genti; ma, quando distribuì le lingue di fuoco, richiamo tutti all'unità, noi, unitamente, glorifichiamo lo Spirito Santissimo».

Si può ascoltare l'antifona che si canta durante i vespri della Pentecoste.

1 Kontakia – un tipo di antifona

2 PASSARELLI Gaetano, L'icona della Pentecoste, Milano, La casa di Matriona 1993,8-9.

3 Gonyklisia - genuflessione


 

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