In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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La santa città "che scende dal cielo, da Dio" è contemplata dal veggente mentre si trova su un monte grande e alto. Nei versetti successivi, sul simbolo base della città si sviluppano almeno cinque linee simboliche, continuamente riprese.

La prima è quella della luce, della gloria di Dio che irradia sulla città e la rende totalmente trasparente, colma della sua presenza, così da non aver più bisogno di un centro luminoso come il tempio: l'intera città è luce.

Il secondo elemento simbolico è il grande, alto muro, con le sue fondamenta, che dà le dimensioni della città.

Il terzo è quello delle dodici porte, con le loro scritte e i loro ornamenti.

Poi l'elemento del fiume, che attinge al racconto della Genesi.

Infine, gli alberi con i frutti e le foglie: l'albero della vita.



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La città è dunque risplendente della gloria di Dio, simile a quello di gemma preziosissima, quale pietra di diaspro cristallino. Il tema della luce è ripreso quando parla della città di oro puro, simile a terso cristallo; per questo non ha bisogno della luce del sole ne della luce della luna, dal momento che la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l'agnello. La luce diviene il riferimento per tutta l'umanità: "Le nazioni cammineranno alla sua luce".

Il nuovo ordine di cose nel quale siamo, il regno di Cristo che già si instaura, è splendore attraente della gloria del Padre e dell'agnello. È una realtà luminosa in cui vivere è bello perché dà sicurezza, respiro, chiarezza, gioia, e "non vidi alcun tempio in essa", perché il Signore Dio onnipotente e l'agnello sono il suo tempio. La trasparenza di Dio è tale che Dio è percepibile in ogni luogo, lo si incontra ovunque.

Il muro è descritto come grande e alto. "Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell'Agnello". Mura assai singolari, che danno alla città un'impensabile altezza, misurata con una canna d'oro; la città ha una forma strana, tutta simbolica, la forma di un quadrato dove la lunghezza è uguale all'altezza e alla larghezza. Si tratta di un cubo di oltre cinquecento chilometri di lato, e le mura hanno uno spessore di oltre sei chilometri. Dunque, un'ampiezza smisurata, un'estensione e un'altezza inimmaginabili per una città. E se ne dice poi la ricchezza incalcolabile: le mura sono costruite con diaspro, le fondamenta delle mura adornate di pietre preziose.

Contempliamo così una città capace di accoglienza senza limiti, una città che dà un agio e una sicurezza che non hanno paragone. In essa si è pienamente sicuri e ci si sente molto ricchi nella sfera divina, nell'essere in Cristo, in questa luce di Dio.

Se continuassimo la riflessione sugli altri simboli, ci accorgeremmo che ciascuno aggiunge qualcosa al significato della conversione cristiana e, mentre prelude alla piena manifestazione di Dio nel suo Regno - che è indescrivibile a parole -, ci invita già a chiederci se veramente abbiamo la coscienza di vivere in questa nuova realtà, se abbiamo la coscienza della bellezza, della ricchezza, della sicurezza, della luminosità, dell'apertura, della disponibilità della realtà nella quale siamo essendo in Cristo, essendo con lui nel Padre, nel mistero trinitario.

È interessante rileggere i versetti conclusivi della descrizione dei simboli, dove viene sottolineato l'effetto del nuovo ordine di cose instaurato dalla morte e risurrezione di Gesù: "Le nazioni cammineranno alla sua luce e ire della terra a lei porteranno la loro magnificenza. Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno, poiché non vi sarà più notte. Non entrerà in essa nulla di impuro, ne chi commette abominio e falsità; ma solo quelli che sono scritti nel libro della vita dell'Agnello" (vv. 24-27).

La nuova Gerusalemme è il punto di riferimento che dà senso a tutta la storia umana, è il punto di arrivo di tutte le nazioni e di tutti i popoli, è la città ideale aperta e pronta a ricevere tutti, è la città che esclude ogni impurità e ogni falsità, che affratella nazioni e popoli amano amano che vengono immersi in questa pienezza luminosa che è la manifestazione di Dio, del suo amore senza limiti. Le misure della città sono alla dismisura dell'altezza, lunghezza, larghezza della carità di Cristo e superano ogni comprensione.

Cardinale Martini

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