In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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Maria, Madre della Chiesa


mariaQuesto appellativo, voluto da Paolo VI alla conclusione del Concilio Vaticano II°, esprime in modo incisivo la missione di Maria, Donna di contemplazione e azione, nell'economia della salvezza. Illumina tutta la missione di Maria Vergine, Sposa e Madre che continua senza posa nell'Eternità, in Paradiso, per ben capirci. Molti sono i suggerimenti per nuovi approfondimenti spirituali e ecclesiali che questa densa invocazione suggerisce. Ma mi limito solo a qualche spunto che può ravvivare la nostra vita domenicana. 

Certamente Maria parla a tutti, ma in questa breve riflessione desidero contemplare Maria sotto un'angolatura un po' diversa. Certamente la Vergine Santissima è sempre la donna vestita di Sole, ma la immagino anche pur sempre con il grembiule di casa perché madre di famiglia. E' lei che ci aiuta, giorno per giorno, a riscoprire la Chiesa come la "famiglia" voluta dal Padre di ogni misericordia. Maria ha per noi, suoi figli e figlie, la missione del nostro quotidiano. E' un compito affidatole per l'Eternità: mai finiremo di meravigliarci e gioire della sua maternità luminosa, feconda, attenta alle piccole cose che formano la nostra esistenza. Come il Figlio cinge ai fianchi il grembiule del servizio. Per questo è Regina, perché servire è regnare.
 

L'inizio di questo Regno nella nostra storia è lì nel silenzio di Nazareth: lei unica testimone. La vita di Gesù, dolce Verbo incarnato, si racchiude nel suo tempo sulla terra tra due momenti ineffabili e ambedue affidati alla "donna": a Maria, la Madre e a Maria Maddalena "la guarita" che annuncia la Risurrezione.
 
Chi può dire di essere stato testimone di questi momenti tanto grandi che dilatano i giorni di ogni umano calendario, lo trascendono e lo trasformano da esilio a pellegrinaggio di salvezza? Solo loro sono le testimoni, ma non ci sarebbe la Maddalena, l'appassionata Maddalena, senza l'umile e forte Maria di Nazareth che con il suo Sì ha aperto la porta della misericordia che come un fiume d'acqua cristallina irriga la nostra vita.
 

"Occorre imparare da Maria: rivivere la sua disponibilità totale a ricevere Cristo nella sua vita". Così Papa Francesco. Maria ha accolto, Maria dona. Il contemplata aliis tradere è la dinamica d'amore del suo vivere. Mi piace ricordare quanto leggiamo nel Dialogo della Divina Provvidenza di S. Caterina da Siena. La Vergine dona l'abito al nostro Ordine. Andiamo subito al significato profondo di habitus: ci ha dato lo stile di vita, ci ha rivestito perché ci affida la sua stessa missione.

Ma la Vergine è anche donna di azione. Dal suo sì, che ci dice tutta la grandezza della libertà dell'uomo, come preghiamo con un'orazione di Caterina, al suo intervento a Cana sino alla sua presenza ai piedi della Croce. Presenza di attiva e amante partecipazione perché perfettamente unita al volere del Padre. Quello stabat Mater non è agghiacciante fissità per il dolore, ma fedeltà materna e sponsale che nuovamente genera il Figlio, l'immacolato Agnello, sull'altare del Golgota: Madre ecco tuo figlio, figlio ecco tua Madre.
 

Maria Madre della Chiesa, Donna di contemplazione e intercessione. La ritroviamo in preghiera con gli Apostoli, con i tanti discepoli di Cristo nel Cenacolo nell'attesa dello Spirito Santo. Ma se Maria non fosse stata con loro su quanti di loro la paura, l'incertezza, il dubbio avrebbero avuto il sopravvento. Pensiamola, allora, in quei giorni di attesa, ma anche di ansia, nella concretezza dell'umile quotidiano; ascoltiamola quando con fermezza e dolcezza ricorda, anzi fa memoria della vita del Figlio Risorto: in quel Cenacolo la incontriamo nella pienezza del suo esser madre della Chiesa. Non più la giovinetta di Nazareth, ma la donna che ha ormai lungamente camminato sui sentieri polverosi, impervi della vita, ma sempre illuminata dal Figlio, luce del mondo.
 

Maria, Madre della Chiesa può esortare, sostenere il piccolo gregge perché sa che cosa significhi credere, sperare quando tutto tace, amare come ha amato il suo Figlio, il Figlio di Dio.
 

Maria, Madre della Chiesa, continua sempre a meditare in cuore suo la Parola per darla poi a noi come una madre che nutre il proprio figlio.
 

Non è forse questa maternità verginale e sponsale che il nostro Santo Padre Domenico in Maria ha affidato ad ogni sua figlia?

 

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