In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

Prossimi eventi

ti auguro Ti auguro una giornata semplice, fatta di piccole... Leggi tutto..
Ama la verità Ama la verità, mostrati qual sei,
e senza...
Leggi tutto..
Ti auguro di vivere Ti auguro di vivere senza lasciarti comprare dal... Leggi tutto..
Amicizia L'amicizia che ha la sua fonte in Dio non si estingue... Leggi tutto..
Papa Francesco Il futuro lo fai tu, con le tue mani, con il tuo cuore,... Leggi tutto..

Login

Home » Predicazione » Terza Domenica di Avvento
A+ R A-

QUALE GIOIA?

 

Può sembrarci davvero uno strano accostamento quello della Liturgia di oggi: da una parte l’invito a “gaudere”, così luminoso e frizzante nelle parole profetiche di Isaia: “si rallegrino il deserto e la terra arida! Coraggio, Non temete! Fuggiranno tristezza e pianto!”. Dall’altra, nel vangelo, siamo di fronte ad un momento di oscurità per Giovanni Battista, che dal carcere sembra non riconoscere più il Messia, da lui annunciato precedentemente con così tanta forza e convinzione.

Quasi per dirci che la gioia - quella vera - non è poi così scontata ed immediata, ma conosce anche momenti di prova, dolore e dubbio.

E’ vero: la gioia è anzitutto dono, ma siamo chiamati a prepararci ad accoglierne “lo spessore”, la portata. Come? Forse proprio seguendo l’invito della seconda lettura di oggi: quello di guardare ed imitare l’agricoltore, che aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge.

Una gioia, quella cristiana, che conosce la fatica e la speranza dell’attesa. La sola in grado di far fiorire i nostri deserti.

sr Enrica

sr Enrica

Della comunità di Ganghereto,
studio filosofia all'Università di Perugia.

Lascia un commento

Make sure you enter the (*) required information where indicated.
Basic HTML code is allowed.