In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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Acqua che zampilla

samaritaine couleurs


"Se conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice 'Dammi da bere'". È l'inizio di una promessa. La stessa che Gesù ti fa oggi. Chi fa questa promessa è un uomo stanco non un supereroe, un politico dalle promesse false, solo un uomo che sa chiedere all'altro ciò che può dargli. La donna, nelle sue risposte, si appoggia su ciò che conosce, su ciò che la rassicura, espone tutte le impossiblità di istaurare un dialogo e di potersi fidare. Anche noi facciamo così. Quale dono di Dio conosci? Quello della tua tradizione, del tuo padre Giacobbe, della tua famiglia, di un gruppo? Ma Gesù spinge la donna oltre. Non è il dono dei padri di cui parla, ma di quello di Dio, del Padre che egli offre: un'acqua che non solo spegnerà la tua sete ma diventerà in te sorgente per gli altri. Gesù promette una vita piena, feconda, come quella di una sorgente che dà vita. Quest'acqua viva la donna la trova quando finalmente è capace di accogliere la parola di verità di Gesù su di lei: "Hai detto bene: non ho marito, hai avuto 5 mariti e quello che hai non è tuo marito". Questa verità che per la donna è una via di morte diventa possibilità di vita, di libertà. Le permette anche a sua volta di spingere Gesù a rivelare la sua identità di Messia e di Salvatore del mondo. Oggi, tocca a te poter fare la stessa esperienza. Va' al tuo pozzo simbolo di fatica, di paura, e lasci che Gesù ti incontri e  doni la vita a te e a quelli che ti sono vicini.

Sr Catherine Elisabeth

Sr Catherine Elisabeth

"Noi crediamo che la grazia di Dio consiste proprio in questo suo volersi lasciar conquistare dall'uomo, in questo suo consegnarsi, per così dire, a lui. Dio vuole entrare nel mondo che è suo, ma vuole farlo attraverso l'uomo: ecco il mistero della nostra esistenza. Dio entra là dove lo si lascia entrare. " (Martin Buber, Il cammino dell'uomo)

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