In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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topicVenerdì 5 dicembre, ripartiamo in Iraq, ad Erbil, per 48 ore. Si tratta di un ulteriore passo nel gemellaggio iniziato a luglio scorso tra la nostra diocesi e quella di Mossul, in un momento in cui le popolazioni sfollate si contano ormai a diecine di migliaia, l’inverno si fa più aspro… e si sta avvicinando l’8 dicembre, festa dell’Immacolata.

È questo viaggio delicato e cruciale che affido ora alla preghiera di tutti voi, particolarmente a quella delle comunità religiose, parrocchie, movimenti ed associazioni della nostra diocesi, nonché di tutte le persone che lo desiderano.

Stiamo per prendere il volo insieme ad un centinaio di persone volontarie per fare parte di questa delegazione diocesana oppure per accompagnarla. Per ognuno di loro, si tratta di un impegno personale e finanziario poiché tutti participano alle spese (chi può dare di più aiuta chi dà di meno).

Pregheremo, non solo per i nostri fratelli iracheni, come l’abbiamo fatto in tanti nei mesi scorsi, ma anche con loro, insieme a loro, in una forma di pellegrinaggio in cui cammineremo fianco a fianco.

Ci arricchiremo tanto, lo so, partecipando alla loro liturgia, alla loro tradizione, alla loro spiritualità, e ricevendo la testimonianza della loro fede. Proporremo anche a loro di pregare come facciamo noi a Lione in questi giorni tanto speciali : ringraziamo la Madonna perché ci ha dato il suo Figlio Gesù e Le chiederemo di estendere la sua materna protezione ai nostri fratelli iracheni che ne hanno tanto bisogno. La Mission du 8 a Lione ha anche pubblicato cartoline « Grazie Maria » in lingua curda, araba, ed aramaica.

Vogliamo aiutare, cioè contribuire a dare un tetto a queste migliaia di famiglie, cristiane o no, che hanno perso tutto. Simbolicamente, visiteremo un complesso immobiliare che è stato arredato grazie ai finanziamenti forniti dalle fondazioni Saint Irénée e Mérieux nonché ai sussidi provenienti dal Comune, dal Grand Lyon et dal Conseil Régional. Denaro, i Lionesi ne danno. Anche se questo elemento non è il più importante, è indispensabile che il nostro aiuto continui ad raggiungerli per sostenerli, secondo le nostre capacità, di fronte a questo dramma immenso, per consentire loro, innanzitutto, di rimanere a casa.

Partiamo per allertare, cioè per far conoscere il destino di coloro che sono rimasti fedeli a Cristo e che potrebbero essere relegati nel dimenticatoio della Storia. Mentre andiamo ad incontrare queste persone sfollate, ammassate nei campi, affrontando l’inverno, sappiamo che, in verità, sono loro ad allertarci sulla condizione della nostra società e della nostra fede, poiché hanno preferito la scelta della coscienza a quella dei beni materiali, poiché hanno anteposto la verità ai loro interessi particolari. Questo sarà il significato profondo delle candele che accenderanno davanti alle loro baracche, come i Lionesi lo fanno sulle finestre delle loro case.

Laddove, troppo spesso, immagini di odio invadono i nostri schermi, vogliamo che gli artigiani di pace si facciano avanti, sicuri che « è meglio accendere una lampada che maledire il buio », sicuri anche di essere troppo piccoli rispetto a poste in gioco tanto grandi. Ci affidiamo al « Principe della Pace », come dice Isaïa di questo Bambino che celebriamo a Natale e che nascerà, anche lui, lontano da casa sua.

Mons. Louis-Raphaël I Sako, patriarca dei caldei, che ci accoglierà ad Erbil, ce l’ha detto da tempo : « Ciò che ci manca di più è la vostra vicinanza, la vostra solidarietà. Vogliamo essere certi di non essere dimenticati !»

Cari fratelli e sorelle iracheni, veniamo a portarvi la testimonianza di questa nostra « vicinanza». E poiché la diocesi di Mossul non può venire a Lione, come nel caso di qualsiasi altro gemellaggio, è una piccola parte della diocesi di Lione che viene fino a voi.

Non vi dimentichiamo. Siate sicuri della nostra fraterna amicizia nel Signore.

Grazie Maria ن !

Philippe card. Barbarin
Arcivescovo di Lione

Si possono aiutare materialmente i nostri fratelli iracheni tramite un dono alla Fondation Saint-Irénée
(6 avenue Adolphe Max – 69005 Lyon)
www.fondationsaintirenee.org

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