In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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Un filo sottile appena visibile e quasi misterioso, tiene unito il mistero del tempo nel quale siamo immersi, il Mistero eterno e infinito che nel tempo finito e mutevole ha accettato di entrare e il nuovo ingresso del Figlio di Dio nella storia, al momento della misteriosa fine del tempo.

E noi che viviamo il nostro tempo, cosa aspettiamo per il tempo che verrà? Come guardiamo al nostro futuro? Per chi fosse ancora sospeso o smarrito o confuso suggeriamo il testo di Enzo Bianchi

«Guardare al futuro non come prolungamento del passato, ma come tempo dell’Adventus, cioè tempo del nuovo che arriva, del Regno che viene. Come ammoniva Bloch, occorre “distinguere il futuro dall’avvento”: non ogni futuro infatti è concepito e vissuto come realtà che “viene incontro”, e solo con un futuro pensato come Adventus si spezza l’attuale coscienza anticristiana del tempo come infinità nota, diluita evoluzionisticamente, mancante di attesa»*.

Questo il senso della veglia del 31 dicembre, ore 23, in attesa del nuovo anno che le suore domenicane della comunità di Fondi hanno proposto ai loro amici per salutare il vecchio e accogliere il nuovo anno e di cui trovate il testo integrale su questo sito.

Per ridare speranza e conforto, per vivere una vita più piena, vissuta nella consapevolezza che ogni anno che passa il nuovo Adventus di Cristo si avvicina e, istante dopo istante, è un reciproco venirsi incontro: l’uomo e Gesù, Kyrios glorioso, sole splendente, quale apparirà nell’ultimo giorno, come suggerisce il titolo della veglia: “Ci visiterà un sole che sorge dall’alto” (Lc 1,78b).

Con gli amici che hanno accettato il nostro invito abbiamo condiviso, oltre al cibo spirituale, anche la gioia conviviale della tavola, prima e dopo la veglia, quando abbiamo brindato al neonato 2015!

Auguri di una vita piena e colma della Sua presenza.

Suor Florenza o.p.

 

*Enzo Bianchi, Non siamo migliori, Qiqajon.

 

Sr Catherine Elisabeth

Sr Catherine Elisabeth

"Noi crediamo che la grazia di Dio consiste proprio in questo suo volersi lasciar conquistare dall'uomo, in questo suo consegnarsi, per così dire, a lui. Dio vuole entrare nel mondo che è suo, ma vuole farlo attraverso l'uomo: ecco il mistero della nostra esistenza. Dio entra là dove lo si lascia entrare. " (Martin Buber, Il cammino dell'uomo)

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