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I presepi a Fondi

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“L’Epifania tutte le feste porta via”, dice il noto proverbio. E allora come ricordo di questo tempo natalizio, che anche liturgicamente volge al termine, vi presentiamo i nostri presepi, perché l’immagine imprima nei nostri cuori ciò che ha voluto significare: un Dio che, innamorato dell’uomo, si fa uomo per porre una dimora stabile nel suo cuore.

 

 

Si, avete letto bene, PRESEPI! Vi sembrerà strano, ma nella comunità di Fondi, quest’anno ci siamo sbizzarrite. Non so se per il fatto che in comunità attualmente siamo in tre, dunque 1 presepe a testa, o se ci ha spinte una tacita e inconscia reazione alla “nuova moda” di non dare spazio a siffatte rappresentazioni, per non urtare, si dice, la sensibilità dei non cristiani, (strano che a dirlo sono piuttosto i “cristiani” che i nostri fratelli delle altre religioni!!!) o se perché i luoghi della nostra preghiera e del nostro vivere insieme ce ne hanno spontaneamente fornito l’occasione, o….

Personalmente propendo per la terza ipotesi, ma chissà…

Allora, sperando di farvi cosa gradita, vi alleghiamo le foto dei nostri presepi, a cominciare dall’oratorio della comunità, allestito da suor Joëlle Marie. In realtà ci ha offerto ben 2 presepi in cui ha voluto sottolineare la povertà e l’umiltà di un Dio fatto bambino. Ha anche aggiunto un motivo tipico della Francia meridionale: una piantina di lenticchie germinate a simboleggiare la Vita che nasce e che rinnova tutte le cose, compreso il legno secco, simbolo della morte in cui era immersa tutta l’umanità. Delle spighe di grano ci ricordano che Gesù è Vita ed è vivo sempre, sempre presente per noi nell’Eucaristia.

 

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Suor Thérèse Marie, invece, ci ha regalato un presepe diciamo lineare, poiché segue il percorso della trave del camino nel nostro refettorio, così nutriamo corpo e anima nello stesso tempo. Motivi nordici, quali l’abete, si alternano a numerose piccole luci. Gesù è la luce che irrompe nelle tenebre; ma la luce è per sr Thérèse sintomo di serenità, pace, intimità, mistero…..

 

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Il presepe che ho realizzato si trova nella chiesa San Tommaso d’Aquino, dove andiamo a pregare diversi dei nostri Uffici. Si tratta di un presepe composito, in quanto si disloca in tre luoghi, corrispondenti alla frase del Prologo giovanneo “Il Verbo si fece carne” Gv 1,14

 

Sull’ambone, nella parte superiore, un fiore, una luce, - “lampada ai miei passi è la tua parola” Sl   - della paglia: è il luogo del Verbo. Sotto l’altare il presepe “tradizionale” con un bambino, la “carne”che il Verbo ha assunto; sotto il tabernacolo ancora della paglia, perché Gesù oltre a farsi carne si fa anche pane, non a caso Betlemme, città natale di Gesù, in ebraico vuol dire “casa del pane”, quasi a intravedere che un giorno quella carne assunta dal Verbo sarebbe stata presente realmente in un pezzo di pane, che noi adoriamo come corpo di Cristo: l’Eucaristia.

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Con l’augurio che possiate godere dei frutti del trascorso Natale!

 

suor Florenza o.p.






 

Ultima modifica il Lunedì, 05 Gennaio 2015 21:29
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