In due parole...

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“A voi è stato dato il mistero del regno di Dio”

Mc 4, 11

Nei giorni 13-16 novembre si è concluso a Ganghereto (AR), presso la comunità delle suore domenicane, il percorso di studio biblico sul Vangelo di Marco iniziato lo scorso inverno (clicca Qui), che ha visto un gruppo di 10 giovani, tra i 20 e i 35 anni, approfondire e meditare in maniera nuova la Parola.

Fin dall’inizio Ganghereto ci è sembrata la cornice ideale per concludere questo interessante percorso: portare lì i nostri giovani era un desiderio che con sr Florenza condividevamo da tempo. E finalmente ci siamo riuscite!!!

La preghiera ha dato il ritmo alle nostre calde e assolate giornate: la liturgia delle ore, la recita del Rosario e la Celebrazione della Santa Messa hanno accompagnato lo studio dei capitoli 4, 5 e 13 del Vangelo di Marco. In particolare, l’Adorazione notturna del Santissimo Sacramento ha rappresentato uno dei momenti più intensi del nostro soggiorno. Dalle 22 di sabato alle 8 di del mattino seguente, a turno, ciascuno di noi, singolarmente, si è ritrovato in intima compagnia del Signore, immerso nel silenzio della notte.

Nel grande salone, dove ad attenderci c’era un gran bel fuoco, sr Catherine, con la semplicità tipica di chi ha fatto sua la Parola, ci ha guidati nello studio. Entusiasmo, stupore, curiosità, attenzione sono stati i tratti caratterizzanti dei quattro incontri.

Non sono mancati i momenti di meditazione personale, tra i sentieri e gli alberi vestiti di autunno, e condivisioni di gruppo (di solito accompagnate da una super abbondante merenda a suon di pane e nutella!!!).

La parabola del seminatore ci ha interrogati in maniera significativa. Gesù, deluso dalle incomprensioni dei suoi parenti, non trova “terreno fertile” nemmeno tra i suoi discepoli, che faticano a capire il suo messaggio. Ci chiede attenzione (“Ascoltate!” Mc 4,3), affinché comprendiamo quanto di importante sta per dirci: l’Amore di Dio è un dono universale, che viene “gettato” al di là dei nostri meriti o delle nostre debolezze (“dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa” Mc 4, 27), un dono che chiede solo di essere accolto. E noi, che siamo un insieme dei quattro terreni, ci troviamo spesso a non accogliere veramente questo dono a causa dei rovi e delle erbacce del nostro orgoglio e della nostra superbia. Altre volte, invece, con l’aiuto dello Spirito Santo, riusciamo a custodire la buona novella e ad annunciarla a chi ci è accanto.

La conclusione dello studio si è incentrata sul capitolo 13, dove i discepoli chiedono a Gesù risposte precise sul come e quando avverranno le sue predizioni. Vediamo che Gesù non risponde, ma cerca di spostare l’attenzione sulla Persona che bisogna attendere e non sui segni. Fa questo mettendoci in guardia dai “nuovi profeti”, avvisandoci che anche nella tribolazione abbiamo la possibilità di vedere il piano di Dio su di noi. Siamo chiamati ad essere testimoni, a vivere nel nostro piccolo quello che Gesù ha già vissuto, a diventare dei “disturbatori”. L’evangelista sottolinea come la scelta della testimonianza sia una scelta che richiede molta forza, una forza che non può essere solo umana, ma sorretta dai doni dello Spirito.

E di questi doni diventiamo responsabili: nel viverli, fruttificarli, renderli fecondi non solo per noi, ma per l’intera umanità.

E’ con la parabola del fico che Gesù risponde ai discepoli sul “quando” verrà il Regno di Dio. La risposta: il presente. E’ oggi, è in questo istante che ci viene chiesta fedeltà, perseveranza e coraggio nella prova, sapendo che Dio ha per ciascuno di noi un disegno di felicità, di amore e di misericordia.

E’ questo il grande mistero che avvolge il Regno di Dio: l’Amore incondizionato del Padre, rivelato da Gesù agli apostoli e quindi a tutta la Chiesa, che l'ha fedelmente custodito e tramandato fino a noi.

Non ci resta pertanto che metterci in attesa, vigilando su cosa entra ed esce dal nostro cuore, per essere veri e autentici testimoni della venuta del Figlio dell’uomo ogni giorno della nostra vita.

Questi giorni a Ganghereto sono stati molto intensi e ricchi di emozioni. Per descriverli, lascio la parola ai miei compagni di avventura.

                                                                                                                                      Francesca

L'esperienza a Ganghereto è stata per me molto rilassante: ritrovare un po’ di serenità tra le fatiche e difficoltà che noi giovani viviamo ogni  giorno. L’ho vissuto un po’ come un distacco da tutto per ritrovarsi. Quello che mi ha colpito  in particolare è stato ciò che il silenzio mi ha saputo trasmettere, attraverso momenti individuali concessi durante le ore libere, ad esempio: il contatto con la natura,  trovare un posticino tra il verde dove leggere con molta tranquillità, e in modo particolare l'Adorazione Eucaristica. Lo studio biblico è stato un qualcosa di profondo a livello personale, come una chiave che ti apre tutte le porte del mondo. Spero in cuor mio che ci saranno futuri incontri come quello vissuto in questi tre giorni. Concludo dicendo che le suore  conosciute li sono molto divertenti e  ospitali, piene di umorismo e gioia, grazie a loro ho imparato molte cose che fanno bene  al cuore. Ringrazio in modo speciale   Suor Florenza che mi ha invitato in quell'oasi di pace chiamata Ganghereto.” Chiara

Volevo ringraziare per la ricchezza del dono ricevuto nei pochi giorni trascorsi a Ganghereto e volevo condividere poche impressioni sull'esperienza appena vissuta: Avevo immaginato Ganghereto un luogo più vasto di quanto è realmente, una piccola roccia sotto costante erosione. Mi ha fatto riflettere sulla precarietà della nostra vita, complice forse il cimitero vicino. Potrebbe sembrare un'impressione negativa, ma in realtà la bellezza della natura intorno, che vuole vivere nonostante la terra frani, e la bellezza dell'accoglienza gioiosa che abbiamo ricevuto mi hanno fatto capire come la vita supera l'apparente caducità delle cose. Questa cornice è stata veramente opportuna per il Vangelo letto, l'esigenza di seminare nonostante un'apparente impossibilità ad avere frutti e la necessità di coltivare la speranza della vita oltre un destino di morte. Grazie!!” Salvatore

“Che dire: 3 giorni fantastici in quel di Ganghereto. Suore eccezionali, tre giorni di pace, relax e ancora più in contatto con il Signore. Esperienza bellissima, da rifare sicuramente! “ Ilenia

Un luogo che trasmette tranquillità e pace interiore, un luogo perfetto per riflettere sul vangelo di Marco. Il corso non poteva che terminare in un luogo così bello.” Mara

Se dovessi riassumere la mia esperienza ad un estraneo, direi che:  Trascorrere alcuni giorni al convento di Ganghereto ci ha dato la possibilità di vivere esperienze di fede che difficilmente si riescono a vivere nella quotidianità cittadina. L'ambiente circostante è semplicemente fantastico, l'accoglienza calorosa e il cibo che ci è stato offerto squisito. Il brutto dell'esperienza è stato dover tornare a casa.” Giovanni F.

“Un luogo dove sostare per poi ripartire. È questo che direi a chi mi chiede di descrivere Ganghereto. Ogni giorno presi dal lavoro e dai mille - forse troppi - impegni, dimentichiamo ciò che è essenziale. Mi sono regalato un weekend per me stesso, per pregare, per ricaricarmi, per cercare di pormi delle domande più che per trovare risposte. Non so se sia riuscito in tutto questo, sta di fatto che sono tornato a casa con una nuova energia. Felice dell'accoglienza ricevuta e della positiva esperienza, spero di riapprodare presto a Ganghereto.” Giovanni R.

“Ganghereto è stata la cornice perfetta per meditare sulla parabola del seminatore, che ci ricorda il nostro doppio ruolo: quello di seminati e quello di seminatori. E' interessante scoprire che un brano, letto diverse volte da sola, può apparirmi nuovo grazie a più profonde chiavi di lettura, quelle che ci ha fornito sr Cathrine, a cui va un grazie particolare. A Ganghereto mi sono sentita accolta e più facilmente predisposta alla meditazione ed alla preghiera, grazie alle occasioni della liturgia, dell'adorazione, del corso  e del mirare il paesaggio; tutte occasioni da volermi concedere nuovamente." Donatella



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