In due parole...

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Inizialmente fu proposto ad alcuni amici che frequentano Ganghereto, di portare durante il mese di Maggio l"Icona Itinerante"nelle famiglie e recitare insieme il S. Rosario. In seguito è stato proposto di portarla agli ammalati. Inizialmente con tutta onestà ero molto timorosa a bussare alla loro porta per fare insieme un momento di preghiera, ho chiesto a Giorgio, mio marito di accompagnarmi in questa "opera" e questo è stato motivo di gioia per me, poter condividere con lui questi momenti. La trovavo un bella cosa portare Maria agli ammalati è questo mi ha fatto superare ogni timore. Con Maria le porte si aprono.. È stata Lei la protagonista, Lei faceva visita agli ammalati, alle persone anziane, si ferma a con loro, a casa loro. Ad ogni ammalato dicevamo Maria è venuta a visitarla/vi, e questo era motivo di gioia per loro, gioia e consolazione, mi emoziona a vedere i loro occhi in cui leggevi commozione e gratitudine, tutti sono rimasti affascinati dalla bellezza dell'Icona, dallo sguardo di Maria. Pregare insieme il Rosario... Non chiacchiere vane.. Un momento prezioso in cui la voce a momenti era lieve per l'emozione. Esperienza impegnativa, ti chiede di "uscire", di "trovare tempo" per gli altri, ti  fa toccare con mano tante sofferenze, solitudini dell'altro e ritorni a casa un po' più "umano" e magari iniziano a far parte nelle tue preghiere e a volte possono nascere amicizie... Però tutto questo lo compie Maria, l'emozione più grande è portare Maria, donarla... Ma anche l'incontro con questi "poveri", gli sguardi, le parole...
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