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Cath3

FONDAMENTI PER UNA ANTROPOLOGIA DELLA SPERANZA

NELL’EPISTOLARIO DI S. CATERINA DA SIENA

Io Catarina scrivo a te …

Se oggi Caterina scrivesse una lettera tutta per noi che cosa ci direbbe?

Che cosa potrebbe scrivere di tanto importante da essere ascoltata con interesse?

Sarebbe seguita, come lo fu al suo tempo, come Maestra?

Queste le domande nascono se ci poniamo in ascolto di Caterina per ricostruire una Europa cristiana.

Oggi, tempo in cui più che mai si cercano guide forti, si cercano risposte immediate e si insegue soprattutto un’armonia che sembra sempre più difficile, il suo insegnamento troverebbe ascolto?

Sono convinta che anche oggi Caterina ci scriverebbe offrendoci delle chiavi di lettura atte a farci di ritrovare l’armonia della nostra vita con quel cristianesimo che due millenni fa iniziò un’opera trasformatrice degli uomini e delle donne della terra d’Europa.

Un cammino lungo, sofferto, ma quanto ricco di risposte fondamentali per ogni uomo giunte comunque fino a noi!


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SITUAZIONE DELL’EUROPA OGGI

Oggi l’Europa è stanca e la speranza sembra smorzarsi.

Caterina viene ancora una volta a portare la sua parola decisa ed incisiva: il fuoco di Caterina ridona speranza, perché è lume che illumina la via fatta dal dolce ed immacolato Agnello.

Con l’interlocutore il suo metodo è il dialogo: spezzare cioè la parola per svelarne e sviscerarne i più reconditi significati. La verità è così come dipinta tramite immagini che l’analogia avvalora di un significato che trascende il relativo del momento e come saetta che si trae dal fuoco giungono sino a noi.

Per un’Europa che è satura di chiacchiera Caterina dona una parola che ha tutta la forza e freschezza dell’acqua di fonte. La sua fonte è l’amoroso Verbo.

Così spezza la solitudine dell’uomo che da solo òè+ è incapace di attingere alla cultura e alla fede dei suoi padri. La Benincasa entra in comunione con lui, e lo sorprende usando termini tanto attuali, e rispondendo a suoi bisogni urgenti ed attuali con un linguaggio tanto vicino a noi: conoscersi, divenire fuoco, luce, raggiungere la vita interiore, dare la priorità all’essere piuttosto che al fare.

All’Europa in cerca di guide forti Caterina si propone come Maestra che dice voglio, desidero per te, ti costringo. Ma i suoi ansietati desideri sono ponte tra Dio e l’uomo: chi ascolta Caterina non trova facili tecniche,

  • ma ritrova il gusto della vera libertà
  • ritrova la stima della singola ed irrepetibile persona
  • il vero significato del desiderio per discernere con libertà tra i tanti “desideri” dal consumismo
  • ma soprattutto scoprire lo scopo della nostra esistenza
  • come percorrere la strada che ci porterà a godere dell’eterna bellezza di Dio.

Ecco il che cosa può vuol dire porsi in ascolto di Caterina a 50 anni della sua proclamazione di Dottore della Chiesa con S. Teresa d’Avila.

E l’ascolteremo avendo presenti le nostre realtà concrete e le chiederemo consiglio per aiutare l’Europa, di cui è compatrona, a ritrovare la strada della speranza eterna che sola soddisfa a pieno l’intelligenza e il cuore dell’uomo di ogni tempo.

Ma come mai Caterina Benincasa, la Mantella domenicana di Fontebranda, figlia del suo popolo è assurta ad una tale riconoscimento?

Ci risponderà S. Paolo VI…

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