In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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La commissione Giustizia Pace e Creato della famiglia domenicana, l'1 e il 2 dicembre 2012, ha organizzato la XII Giornata dell'Impegno e della Solidarietà a Soriano Calabro nel santuario di S. Domenico.

Ospitata dai confratelli, nella mattinata di sabato, come da programma, hanno dato inizio all'incontro – dibattito con Cettina Militello, Teologa; Maria Carmela Lanzetta, Sindaco di Monasterace; Giovanna Fronte, Difensore di Giustizia; Barbara Vinci, Vittime familiari di mafia; Caterina Patania, Responsabile antiviolenza donne e minori.

Erano presenti varie autorità tra cui il Vescovo della diocesi, il sindaco del paese, una vice prefetto delle zone limitrofe, il provinciale dei Domenicani dell'Italia Meridionale: P. Francesco La Vecchia, i parenti di Filippo Ceravolo, il ragazzo ucciso per errrore dalla ndrangeta, infine, numerosi ragazzi giunti in Santuario per l'occasione, insieme a molte persone tutte interessate alla tematica sviluppata dalle relatrici: "Tradizioni e tenerezza: ingiustizie e speranze della donna oggi".

Tutte le relatrici hanno parlato della donna, aggiungendo la loro esperienza di donne e di altre cui seguono e aiutano nella vita di tutti i giorni.

La teologa Cettina Militello, ha incominciato il discorso partendo dalla concezione che la Bibbia ha della donna. La donna nel Libro Sacro, è una donna che osa, che ha l'audacia di cambiare il destino degli uomini, diversamente dalle categorie di sottomissione, di dipendenza, di obbedienza che si sono sempre fatte passare come caratteristica specifica dell'antropologia femminile.

L'avvocatessa Givanna Fronte, partendo dal presupposto di servire la Madre Chiesa per amore, si occupa delle vittime della criminalità, in particolare delle donne, di coloro che si sono dissociate dalla vita malavitosa e collaborano con la giustizia. Dalla sua esperienza con esse ha rilevato che mentre gli uomini hanno più visibilità nelle aule del tribunale e possono difendersi più facilmente, le donne non godono gli stessi diritti.

Barbara, ha presentato il suo cammino di riscatto ancora in atto. A 7 anni è stata privata tragicamente del padre sempre per mano di mafiosi. Da allora lei con tutta la sua famiglia ha vissuto la solitudine da parte del paese che ignorava molte cose. Oggi lei non parla più con rabbia, come faceva pochi anni fa, prima di frequentare un'associazone che la sta aiutando a trasformare la sua esperienza dolorosa in impegno a vivere libera dai giudizi e pregiudizi e ad aiutare altre vittime innocenti.

Carerina Patania, sempre in tema di violenza sulle donne, è impegnata come psicologa e psichiatra a dare un aiuto fattivo alle sue vittime di uomini violenti che quasi sempre si rivelano diversi da come si sono fatti conoscere all'inizio di un rapporto affettivo e coniugale. Ha raccontato il caso di una donna che ha seguito per anni e che quest'anno il 25 novembre, giornata dedicata al ricordo delle donne vittime di violenza, ha parlato a Rai 1 sottolineando il beneficio della denuncia, del coraggio che occorre per superare la paura facendosi aiutare dalle istituzioni in tutti i modi possibili.

Il Sindaco Maria Carmela, è un'altra donna che facendosi coraggio, sorretta dalla vicinanza e dall'incoraggiamento di molte persone di tutt'Italia, non si è data per vinta dalle minacce di morte che riceveva e dai soprusi. Liberatasi dalla paura che la paralizzava, oggi, poteva dire a tutti i suoi ascoltatori che si può osare pur di vedere trionfare la giustizia sociale.

Come sindaco del suo paese, e toccata di persona da violenza psicologica che ostacolava la propria libertà, ha intrapreso un commino a fianco di donne che subiscono ingiustizie sociali, chiamandole ad una resistenza civile e dignitosa, superando la paura per rompere il muro del silenzio.

Dopo il racconto delle "donne coraggio" l'assemblea si è sciolta per rivedersi il giorno successivo

alla solenne concelebrazione eucaristica dopo della quale, in presenza del sindaco di Soriano, la Commissione compiendo un gesto di solidarietà nei confronti dei familiari di Filippo Ceravolo, ha fatto dono di un dipinto in cui vi era raffigurato il ragazzo e San Domenico.

Missione al popolo

Sabato, 03 Novembre 2012 10:53

 

"Non abbiate paura. Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!"

Con queste parole Giovanni Paolo II esortava la Chiesa tutta all'inizio del suo pontificato; con queste stesse parole la chiesa di Minerbio si rivolge ai suoi parrocchiani all'inizio dell'Anno della fede, invitando tutti ad incontrare il Signore Gesù, attraverso l'esperienza forte delle missioni al popolo.

Ogni giorno, dal 13 al 28 ottobre, sono tante le occasioni per realizzare questo incontro: la preghiera del mattino, con ragazzi delle medie e bambini delle elementari, poi la s. Messa e l'adorazione eucaristica, mattina e pomeriggio; nello stesso tempo le suore visitano le famiglie, suonando ogni campanello per invitare tutti alla missione, mentre un padre resta in chiesa a disposizione per le confessioni e un altro visita gli ammalati portando loro il conforto dei sacramenti. La sera dopo cena l'incontro con la Parola di Dio, nelle case di tante famiglie che hanno "aperto le porte a Cristo".

Tante porte si sono aperte al nostro passaggio, altrettante sono rimaste chiuse, ma come agirà lo Spirito in ciascuno non lo sappiamo. Perché i frutti li conosce solo il Signore. Noi missionari siamo certi che lo Spirito è all'opera. Constatiamo che la comunità parrocchiale è viva e che tanti hanno lavorato, e bene, per preparare queste due settimane di grazia. Questo è già un primo grande frutto, che ci ha preceduto: un gruppo consistente di laici che si sono messi al servizio della comunità perché tanti altri fratelli e sorelle aprano il cuore a Cristo.

Ci auguriamo che questo servizio continui, che il soffio di vita dello Spirito Santo raggiunga col tempo anche chi fino ad ora ha deciso di dire no, aggiungendo ogni giorno nuovi collaboratori per l'edificazione del Regno, che proseguano gli incontri nelle famiglie attorno alla Parola. Un momento centrale, questo, perché la missionarietà cresce con la fede e la fede ha bisogno del nutrimento della Parola di vita. E da oggi è la chiesa di Minerbio tutta ad essere "popolo in missione"!

Ringraziamo il Signore di questa nuova opportunità per fare comunità tra di noi, che proveniamo da luoghi e istituti diversi, tutti attratti dal carisma di san Domenico. Soprattutto ringraziamo Dio perché, attraverso le tante testimonianze di fede raccolte passando di casa in casa, possiamo continuare a dire, con gioia, che l'Amore è più forte di qualunque ostacolo, che non c'è niente di cui dobbiamo avere paura.

Preghiamo dunque il Signore, perché noi missionari domenicani, insieme al parroco don Franco e a tutti i cristiani di Minerbio, possiamo innalzare con la nostra vita un canto di lode al Dio Amore! Chiediamogli la grazia della predicazione, con le parole del beato J. H. Newman: "Accompagna, o Signore, i tuoi missionari, metti le parole giuste sulle loro labbra, rendi fruttuosa la loro fatica".

Ringrazio il Signore, tutte voi e p. Marino e p. Giovanni dei bei giorni che abbiamo trascorso insieme in fraternità (in parrocchia non è molto frequente).
Il Signore vi ricompensi con i suoi doni.

don Franco


Nessuna persona è clandestina

Giovedì, 08 Novembre 2012 08:19

Questo lo slogan scelto dalla Commissione Nazionale Giustizia Pace Creato della Famiglia domenicana per la Marcia e la Celebrazione in occasione del 3 novembre, la festa di San Martin de Porres, Patrono della Giustizia Sociale. Come ha sottolineato Fra Carlos Linera, OP durante la messa celebrata nella Basilica di Santa Sabina, "Martino era un uomo semplice e profondamente umano. La vita di Martino mi mette a disagio, mi interpella, mi scomoda. Mi scomoda personalmente e come religioso. Non posso chiudere gli occhi davanti alla sofferenza del mio fratello e della mia sorella. E voi che posizione volete prendere?"

Una settantina di suore, frati e laici si sono dati appuntamento alla Basilica di San Sisto e, aprendo con lo striscione della commissione e la figura di Montesinos, hanno percorso Caracalla, passando per la Fao, Circo Massimo e il Roseto Comunale per arrivare a Santa Sabina. Come ha affermato Suor Toni Harris, OP "Abbiamo iniziato e terminato in due luoghi molto significativi per l'Ordine, e per questo ringraziamo chi ha reso possibile questo evento."

A dimostrazione di come i tempi cambiano, bastava osservare i colori e le nazionalità delle persone che hanno preso parte alla marcia: a occhio e croce erano presenti almeno 10-15 differenti nazionalità. Questa è la conferma che veramente nessuno oggi può essere considerato un clandestino nel nostro pianeta: la società "meticcia" è una realtà, la nostra responsabilità è come abitiamo questo spazio interculturale. Ne abbiamo timore? Ci affascina? Vorremmo un maggiore dialogo e "integrazione"?

Molti di coloro che non hanno risposto alla nostra convocazione forse è perché pensano che "queste cose non servono a cambiare le ingiustizie". E' vero. Ma l'obiettivo non era cambiare il mondo ma alimentare la nostra sensibilità e attenzione al mondo dell'altro e sentirci comunità che "si muove, marcia" verso un obiettivo comune.

Qualunque sia la nostra posizione e i nostri sentimenti, la sfida etica è imparare a vivere insieme e a vivere bene. Questo la commissione si augura con queste iniziative simboliche: piccoli semi gettati perché ciascuno, singolarmente e comunitariamente, li trasformi in frutti rigogliosi.

Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno preso parte a questa iniziativa.

Per vedere le foto:

https://plus.google.com/u/0/photos/100296313525638880716/albums/5807278226589575073


Nei giorni 4-6 gennaio 2013, sr Marie-Théo e sr Maria (provincia di Spagna) hanno partecipato all'incontro delle Domenicane di Europa (DSE, zona Europea delle DSI) a Angermund, Düsseldorf.

"È stato molto arricchente poter condividere le nostre preoccupazioni e le nostre presenze di apostolato attraverso il tema dell'incontro: la Nuova Evangelizzazione".

Eravamo 18 suore (14 nazionalità) rappresentanti di 11 paesi d'Europa, divisi in zone linguistiche (per ogni zona 3 suore di meno di 45 anni): per la zona anglofona, Norvegia ed Irlanda; per la zona francofona, Francia; per la zone Europa dell'Est e Europa Centrale: Slovenia, Slovacchia; Repubblica Checa, Ungheria; per la zona germanofona, Germania e Austria; Spagna e Italia.

Sr Sara, coordinatrice delle DSE e fra Vivian Bolland, domenicano, vicario e socius del Maestro dell'Ordine, ci hanno accompagnate. Carla, la nostra tradutrice è stata un aiuto prezioso anche se la maggior parte delle suore parlavano benissimo l'inglese.

Ecco alcuni dei temi di scambio:

- A partire da spunti del Sinodo vissuto dal Maestro dell'Ordine, fra Bruno Cadoré, trasmessi da fra Vivian, come comprendere la Nuova Evangelizzazione, ciò che proviamo a vivere nelle nostre congregazioni; le sfide, i nuovi modi di evangelizzare, gli atteggiamenti e testimonianze, l'attenzione ai gruppi piccoli più che ad una evangelizzazione di massa ... Visibilità e ruolo della vita religiosa in questa nuova evangelizzazione ...

- L'esperienza di suore vivendo in Europa ma provenienti da altri continenti, esperienze e difficoltà dell'inter-culturalità, l'identità di "straniere" ...

- La pastorale vocazionale mediante l'esperienza di una congregazione in Ungheria (presentazione del piano vocazionale e del piano di formazione)

- Nuovi modi di predicare e nuovi mezzi di comunicazione: internet ...

- Diverse proposte per l'assemblea di Maggio 2013 e per il nuovo consiglio DSE: proposte di settimane di studio attorno a temi vari (comunicazione e mezzi di comunicazione, formazione al leadership, storia dell'Ordine, settimana di studio per juniores di Europa, pellegrinaggio a Caleruega per il giubileo di 2016 ...

Questo incontro è stato il quarto di quelli ciò che si chiama "Gli incontri di Düsseldorf". È positivo poter conoscersi meglio tra giovani domenicane di Europa, oltre le nostre frontiere geografiche e congregazionali, poter scambiare sulle nostre esperienze a partire da diversi temi, sosternerci e arricchirci a vicenda rafforzando i legami che ci uniscono attorno ad uno stesso carisma. Guardare insieme verso il futuro della nostra famiglia domenicana.


Sr Maria e sr Marie-Théo


Vergine del Rosario

Sabato, 06 Ottobre 2012 17:07

Vergine del Rosario

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Il 7 ottobre celebriamo la Beata Vergine del Rosario che consacra così il mese di ottobre al rosario. È un'occasione per riprendere questa preghiera semplice che a volte sembra troppo ripetitiva e detta in modo sbrigativo. Senza pretendere «dire tutta la corona», il rosario può accompagnarci per strada, andando a lavorare, a studiare, facendo la fila ... Possiamo soffermarci su un mistero, quello che ci colpisce di più in quel giorno. È una preghiera che invita a fissare il cuore in Cristo e dà un'altra prospettiva sulla nostra vita e sul mondo, siamo parte di una storia di salvezza.

In questo mese, ci è dato di vivere ricchi eventi ecclesiali: la celebrazione dei 50 anni del Concilio Vaticano II e il Sinodo dei vescovi per la nuova evangelizzazione, dove si guarda al passato per meglio accogliere e rispondere al futuro. Oggi come ieri Maria si presenta come colei che accompagna la Chiesa nel suo cammino. Possiamo essere resi conformi al suo Figlio di cui contempliamo i misteri della vita. "Totalmente dipendente da Dio e tutta orientata verso di lui per lo slancio della sua fede, Maria, accanto a suo Figlio, è l'icona più perfetta della libertà e della liberazione dell'umanità e del cosmo. E' a lei che la Chiesa, di cui ella è madre e modello, deve guardare per comprendere il senso della propria missione nella sua pienezza" (Libertà cristiana e liberazione, 97).