In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

Login

Home » Figure domenicane » ... e di oggi » Visualizza articoli per tag: giustizia pace
A+ R A-
Visualizza articoli per tag: giustizia pace

Nessuna persona è clandestina

Lunedì, 22 Ottobre 2012 07:35
MARCIA SILENZIOSA PER LA GIUSTIZIA SOCIALE

Ci rendiamo sempre più conto dal grido di molti uomini e donne, di molti popoli e culture che la giustizia codificata dalle leggi non basta più: i diritti più elementari degli uomini vengono calpestati e la stessa Dichiarazione dei diritti dell'uomo in molte situazione non è altro che una carta vuota.

E' giusto che in un mondo sempre più globalizzato, aumenti l'esclusione?

E' giusto che delle nazioni pretendano di dominare sulle altre, di imporre le loro visione?

E' giusto che milioni di uomini e donne non abbiano la libertà e la possibilità di esprimersi attraverso la propria cultura, la propria fede?

E' giusto che delle persone siano etichettate ad esempio immigrato, extracomunitario = delinquente e per questo emarginate e private di diritti di cittadinanza

E' giusto che le risorsi e i beni del creato siano oggetto di sfruttamento e accaparramento e non di condivisione?

Martino ci insegna che se non mettiamo al centro la persona con tutte le sue relazioni verso altre persone e verso il creato non ci potrà essere vera giustizia.

Un giorno al priore che lo rimproverava di aver accolto un povero nella sua cella Martino rispose Non sapevo che l'obbedienza passasse prima della carita!

Sappiamo bene cosa disse e fece il nostro padre Domenico durante la carestia mentre era studente a Palencia. Ma qui voglio sottolineare cosa aggiunse Stefano di Spagna al processo di Bologna: e da quel momento molti uomini influenti cominciarono a predicare con Domenico. E' interessante notare come nella memoria di fra' Stefano questo atto di condivisione sia legato all'inizio della predicazione. Come domenicani ci potremo domandare se il nostro studio si limiti alle pelle morti piuttosto che il grembo fecondo di una parola che predichi la giustizia, la solidarietà...

Se vuoi la pace lavora per la giustizia

La pace per tutti nasce dalla giustizia di ciascuno.


«Allora il deserto diventerà un giardino

e il giardino sarà considerato una selva.

Nel deserto prenderà dimora il diritto

e la giustizia regnerà nel giardino.

Effetto della giustizia sarà la pace,

frutto del diritto

una perenne sicurezza»

(Is, 32, 15-17)

soriano 1        Soriano 2

La commissione Giustizia Pace e Creato della famiglia domenicana, l'1 e il 2 dicembre 2012, ha organizzato la XII Giornata dell'Impegno e della Solidarietà a Soriano Calabro nel santuario di S. Domenico.

Ospitata dai confratelli, nella mattinata di sabato, come da programma, hanno dato inizio all'incontro – dibattito con Cettina Militello, Teologa; Maria Carmela Lanzetta, Sindaco di Monasterace; Giovanna Fronte, Difensore di Giustizia; Barbara Vinci, Vittime familiari di mafia; Caterina Patania, Responsabile antiviolenza donne e minori.

Erano presenti varie autorità tra cui il Vescovo della diocesi, il sindaco del paese, una vice prefetto delle zone limitrofe, il provinciale dei Domenicani dell'Italia Meridionale: P. Francesco La Vecchia, i parenti di Filippo Ceravolo, il ragazzo ucciso per errrore dalla ndrangeta, infine, numerosi ragazzi giunti in Santuario per l'occasione, insieme a molte persone tutte interessate alla tematica sviluppata dalle relatrici: "Tradizioni e tenerezza: ingiustizie e speranze della donna oggi".

Tutte le relatrici hanno parlato della donna, aggiungendo la loro esperienza di donne e di altre cui seguono e aiutano nella vita di tutti i giorni.

La teologa Cettina Militello, ha incominciato il discorso partendo dalla concezione che la Bibbia ha della donna. La donna nel Libro Sacro, è una donna che osa, che ha l'audacia di cambiare il destino degli uomini, diversamente dalle categorie di sottomissione, di dipendenza, di obbedienza che si sono sempre fatte passare come caratteristica specifica dell'antropologia femminile.

L'avvocatessa Givanna Fronte, partendo dal presupposto di servire la Madre Chiesa per amore, si occupa delle vittime della criminalità, in particolare delle donne, di coloro che si sono dissociate dalla vita malavitosa e collaborano con la giustizia. Dalla sua esperienza con esse ha rilevato che mentre gli uomini hanno più visibilità nelle aule del tribunale e possono difendersi più facilmente, le donne non godono gli stessi diritti.

Barbara, ha presentato il suo cammino di riscatto ancora in atto. A 7 anni è stata privata tragicamente del padre sempre per mano di mafiosi. Da allora lei con tutta la sua famiglia ha vissuto la solitudine da parte del paese che ignorava molte cose. Oggi lei non parla più con rabbia, come faceva pochi anni fa, prima di frequentare un'associazone che la sta aiutando a trasformare la sua esperienza dolorosa in impegno a vivere libera dai giudizi e pregiudizi e ad aiutare altre vittime innocenti.

Carerina Patania, sempre in tema di violenza sulle donne, è impegnata come psicologa e psichiatra a dare un aiuto fattivo alle sue vittime di uomini violenti che quasi sempre si rivelano diversi da come si sono fatti conoscere all'inizio di un rapporto affettivo e coniugale. Ha raccontato il caso di una donna che ha seguito per anni e che quest'anno il 25 novembre, giornata dedicata al ricordo delle donne vittime di violenza, ha parlato a Rai 1 sottolineando il beneficio della denuncia, del coraggio che occorre per superare la paura facendosi aiutare dalle istituzioni in tutti i modi possibili.

Il Sindaco Maria Carmela, è un'altra donna che facendosi coraggio, sorretta dalla vicinanza e dall'incoraggiamento di molte persone di tutt'Italia, non si è data per vinta dalle minacce di morte che riceveva e dai soprusi. Liberatasi dalla paura che la paralizzava, oggi, poteva dire a tutti i suoi ascoltatori che si può osare pur di vedere trionfare la giustizia sociale.

Come sindaco del suo paese, e toccata di persona da violenza psicologica che ostacolava la propria libertà, ha intrapreso un commino a fianco di donne che subiscono ingiustizie sociali, chiamandole ad una resistenza civile e dignitosa, superando la paura per rompere il muro del silenzio.

Dopo il racconto delle "donne coraggio" l'assemblea si è sciolta per rivedersi il giorno successivo

alla solenne concelebrazione eucaristica dopo della quale, in presenza del sindaco di Soriano, la Commissione compiendo un gesto di solidarietà nei confronti dei familiari di Filippo Ceravolo, ha fatto dono di un dipinto in cui vi era raffigurato il ragazzo e San Domenico.

Giornata nazionale per la salvaguardia del creato

Giovedì, 06 Settembre 2012 14:51

Il monastero benedettino di Siloe in Maremma (Toscana, provincia di Grosseto) dalla sua fondazione (1997) ha fatto della custodia del creato una vocazione: agricoltura biologica, architettura in armonia con l'ambiente circostante, scelte sostenibili in campo energetico... Quindi era logico che per il primo appuntamento in vista della prima settimana sociale dei cattolici toscani Siloe sia stato scelto per celebrare la giornata nazionale per la Salvaguardia del Creato. Ormai da sette anni in Italia si celebra questa giornata il 1 settembre, giorno in cui inizia l'anno liturgico nelle chiese ortodosse particolarmente sensibili a queste tematiche. Così chi perché responsabile di Giustizia e Pace chi per piace ed interesse Suor Marie Didier suor Christine e suor Annalisa hanno partecipato al convegno promosso a Siloe dalle diocesi toscane. Certo in un paesaggio così bello, sebbene rovinato dalla siccità (frutto anche delle nostre scelte irresponsabili) è sto facile meditare con il monaco camaldolese Salvatore Frigerio sulle prime pagine della Genesi che ci parlano di Dio che consegna il giardino da lui creato alla nostra responsabilità. Un disegno di armonia fra l'uomo e Dio, fra l'uomo e le piante e animali che il peccato rompe, ma non distrugge. I profeti, Isaia soprattutto, saranno voce di questa nostalgia di armonia cosmica e in Gesù nel deserto la vediamo realizzata in attesa dei cieli nuovi e della terra nuova.

Con un esperto della Guardia Forestale abbiamo visto come la salvaguardia della biodiversità per un credente rientra in quella responsabilità verso il creato affidataci dal Creatore. Per questo bisogna adottare nuovi stili di vita e il direttore della Caritas di Andria (Puglia) don Mimmo Fracavilla ci ha presentato varie esperienze realizzate nella sua Diocesi per rispondere alla vocazione primordiale dell'uomo e della donne di essere custodi del creato. Alcune di esse riguardano la riscoperta della lettera dell'alfabeto R. Una fra tutte la proposta di don Tonino Bello: RIDURRE – RIPARARE – RECICLARE. Ricetta semplice alla portata di tutti non è vero?

 

Il Convegno

foto 6                                 foto 7

 

 

Non poteva mancare l'arcobaleno


foto 8

 

 

Anche le pietre si possono suonare

 

foto 9

 

Alla fine della giornata abbiamo assistito ad uno spettacolo molto bello della compagna Jobel teatro dal titolo Genesi ispirato ai primi tre capitoli della genesi. Giovani molto bravi, recitazione, canto danza e anche abilità, perché un acquazzone li ha costretti ad esibirsi bagnati e su una superficie scivolosa. Un'occasione per riascoltare la Parola di Dio e cogliere cose nuove, mai sentite



 

Inizio del spettacolo / La creazione del sole e della luna / L'uomo e la donna / L'uomo e la donna con gli animali

La creazione dell'uomo e della donna secondo Gen 2 / Il serpente / Nudi dopo il peccato

 

 


 
 GP 2

Il 21 settembre molti gruppi, associazioni, organizzazioni e popoli del mondo celebrano il giorno internazionale della Pace.

Noi domenicani della commissione Giustizia e Pace quest'anno ci siamo incontrati con tutti coloro che hanno voluto partecipare all'evento a S. Sabina in Roma per un'ora di preghiera.

Abbiamo pregato il rosario della pace con commenti in inglese, in italiano, spagnolo, rumeno e francese.

Con questa varietà di lingue e dei colori dei ceri, che richiamavano i cinque continenti, e che venivano accesi dopo ogni commento, abbiamo voluto evidenziare il carattere mondiale della giornata.

Fra Carlos R.Linera ci ha offerto delle riflessioni sul tema della Pace. Ci ha ricordato che il dono della pace alberga nei nostri cuori quando viviamo in armonia e pace con noi stessi prima. Da queste premesse, possiamo essere seminatori di Pace.

Fare la pace e donare la pace deve essere un impegno permanente e deve essere messo al di sopra di ogni interesse.

Con la preghiera vespertina e la Salve Regina della tradizione domenicana cantata processionalmente, abbiamo terminato l'incontro di preghiera con la consapevolezza e la gioia di aver unito le nostre voci, alle voci che si elevano da tutte le parti del mondo ferito, diviso e tormentato da tante guerre.

 

GP 1

Ringraziamo coloro che hanno dato il loro appoggio all'iniziativa: Fra Carlos Linera, sr.Tony, sr Didier, sr Alessia.

 

Nessuna persona è clandestina

Giovedì, 08 Novembre 2012 08:19

Questo lo slogan scelto dalla Commissione Nazionale Giustizia Pace Creato della Famiglia domenicana per la Marcia e la Celebrazione in occasione del 3 novembre, la festa di San Martin de Porres, Patrono della Giustizia Sociale. Come ha sottolineato Fra Carlos Linera, OP durante la messa celebrata nella Basilica di Santa Sabina, "Martino era un uomo semplice e profondamente umano. La vita di Martino mi mette a disagio, mi interpella, mi scomoda. Mi scomoda personalmente e come religioso. Non posso chiudere gli occhi davanti alla sofferenza del mio fratello e della mia sorella. E voi che posizione volete prendere?"

Una settantina di suore, frati e laici si sono dati appuntamento alla Basilica di San Sisto e, aprendo con lo striscione della commissione e la figura di Montesinos, hanno percorso Caracalla, passando per la Fao, Circo Massimo e il Roseto Comunale per arrivare a Santa Sabina. Come ha affermato Suor Toni Harris, OP "Abbiamo iniziato e terminato in due luoghi molto significativi per l'Ordine, e per questo ringraziamo chi ha reso possibile questo evento."

A dimostrazione di come i tempi cambiano, bastava osservare i colori e le nazionalità delle persone che hanno preso parte alla marcia: a occhio e croce erano presenti almeno 10-15 differenti nazionalità. Questa è la conferma che veramente nessuno oggi può essere considerato un clandestino nel nostro pianeta: la società "meticcia" è una realtà, la nostra responsabilità è come abitiamo questo spazio interculturale. Ne abbiamo timore? Ci affascina? Vorremmo un maggiore dialogo e "integrazione"?

Molti di coloro che non hanno risposto alla nostra convocazione forse è perché pensano che "queste cose non servono a cambiare le ingiustizie". E' vero. Ma l'obiettivo non era cambiare il mondo ma alimentare la nostra sensibilità e attenzione al mondo dell'altro e sentirci comunità che "si muove, marcia" verso un obiettivo comune.

Qualunque sia la nostra posizione e i nostri sentimenti, la sfida etica è imparare a vivere insieme e a vivere bene. Questo la commissione si augura con queste iniziative simboliche: piccoli semi gettati perché ciascuno, singolarmente e comunitariamente, li trasformi in frutti rigogliosi.

Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno preso parte a questa iniziativa.

Per vedere le foto:

https://plus.google.com/u/0/photos/100296313525638880716/albums/5807278226589575073