In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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Natale del Signore

Martedì, 25 Dicembre 2012 03:54

Se fosse una porta ...

                  sarebbe la Fede


Natale Giuseppe


Se fosse una parola nel sogno e un silenzio in cammino, mentre si chiude la porta di un tranquillo matrimonio ...

se fosse un cittadino docile alle istruzioni delle autorità, che torna alle porte della città natale pur essendo preoccupato per lo stato di sua moglie...

se fosse uno sguardo teneramente affettuoso verso di lei alle soglie del parto, mentre la mano bussa all'uscio sconosciuto ...

sarebbe un uomo di grande Fede.


Lo è stato Giuseppe, "lo sposo di Maria che generò Gesù".


Che san Giuseppe stesso ci guidi e interceda per noi ogni volta che dovremmo aprire, chiudere, raggiungere, bussare o attraversare una delle tante porte che fanno della vostra vita ... una vita di Fede.


Santa Famiglia

Domenica, 30 Dicembre 2012 00:00
santa famiglia

Ancora pieni della luce del Natale, la Chiesa celebra la festa della Sacra Famiglia. Ma come il ricordo dei Santi Innocenti getta un'ombra sulla gioia che vorremmo tanto piena, così questa festa liturgica conosce un'ombra di tristezza. La parola "famiglia" e soprattutto la sua realtà subiscono ai giorni nostri un vero e proprio maltrattamento che potrebbe ucciderla. Motivo per celebrare questa domenica con un particolare fervore, chiedendo al Signore di farci ritrovare la bellezza di questo dono che Dio ci ha affidato.

Una beata laica domenicana, Margherita di Città di Castello (1287-1320), aveva una devozione particolare per la Sacra Famiglia. Ne era talmente innamorata, che dopo morte, le hanno trovato nel cuore tre perle: ognuna portava un'immagine, quella di Maria, di Giuseppe e di Gesù. Questa devozione le veniva dalla propria famiglia? Certo, no: era stata abbandonata da piccola dai genitori perché cieca e storpia. Il libro di Isaia (49,15-16) dice: "Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio del suo seno? Anche se ci fosse una donna che si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai".

Celebrare la festa della Sacra Famiglia è celebrare l'Amore e la grande tenerezza di Dio per ciascuno di noi.

Maria, Madre di Dio

Martedì, 01 Gennaio 2013 01:00

madre di dio

Ancora oggi è possibile vedere nelle chiese ortodosse rumene il costume dei fedeli di fare, entrando nelle chiese, delle mătăni1 dalla porta fino all'iconostasi, e di baciare e toccare le sante icone. Il senso profondo di tali gesti mostra la venerazione dei cristiani ortodossi per le icone e tali gesti ricevono il loro significato nella liturgia.

Per i cristiani dell'Oriente, la liturgia è "l'icona, il modello e la scuola della salvezza", e il nostro typikon2 e tutto, cioè le antifone, le letture, le preghiere, i canti e le icone o gli affreschi, hanno come scopo di disporre alla comunione con Dio. Come scrive San Nicola Cabasilas: «Il loro scopo è quello di metterci di fronte allo spettacolo della divina economia, affinché le nostre anime siano santificate e noi di conseguenza, resi idonei a ricevere i sacri doni...».

La presenza della Madre di Dio, la Theotokos, nella liturgia e nell'iconografia è molto varia. La possiamo trovare entrando nella chiesa messa su una sorta di ambone; la vediamo sull'iconostasi, sia a sinistra delle cosiddette "porte regali", che sulle porte stesse. La possiamo ammirare sui muri in diverse affreschi e, in posizione centrale, sull'abside del santuario. La sua presenza non ha lo scopo di abbellire i muri e gli interni delle chiese, bensì quello di aiutare il fedele a entrare nel mistero della Divina Liturgia.

E a lei che il fedele prega prima di iniziare la divina Liturgia, davanti all'iconostasi, chiedendole di aprire per noi le porte delle misericordia che conducono alla salvezza:

"Beata Madre di Dio, apri le porte della profonda misericordia a noi che abbiamo posto fiducia in te...!"

E lei intercede per noi, con le braccia aperte in posizione orante, dall'alto dell'abside nel santuario, secondo le parole della liturgia: «Per i preziosi doni offerti e santificati, preghiamo...affinché il misericordioso nostro Dio, accettandoli in odore soavità spirituale nel suo Altare santo, celeste e immateriale, ci invii in contraccambio la grazia divina e il dono dello Spirito Santo...».

Maria – la Theokotos è chiamata a far nascere suo Figlio nei cuori di tutti noi. E questo è, infatti, il significato di tutta la vita liturgica e sacramentale della Chiesa.

Davanti allo splendore di questo mistero cantiamo oggi anche noi, nella solennità della Madre di Dio, di Colei che ha portato la salvezza in questo mondo accettando di essere lo strumento di Dio per l'incarnazione del suo Figlio, unendo le nostre voci e i nostri cuori al popolo che nella Divina Liturgia canta:

"È veramente giusto proclamare beata te, o Madre di Dio,

che sei beatissima, tutta pura e Madre del nostro Dio.

Noi magnifichiamo te, che sei più onorabile dei cherubini

e incomparabilmente più gloriosa dei serafini,

che in modo immacolato partoristi il Verbo di Dio,

o vera Madre di Dio."



1 Mătăni – inchini (in greco metanie)

2 Typikon – si potrebbe qui tradurre con il latino ordo