In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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Prima Domenica d'Avvento

Domenica, 02 Dicembre 2012 15:44

"Vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria grande."


Cavallini jugement dernier anges

"Che sorta di amore per Cristo sarebbe il temere che egli venga? Fratelli, non ci vergogniamo? Lo amiamo e temiamo che egli venga! Ma lo amiamo davvero o amiamo di più i nostri peccati? Ci si impone perentoriamente la scelta." (Dal commento sui salmi di S. Agostino, salmo 95)

E' alla luce di questo testo di S. Agostino che vi invito ad accogliere il Vangelo di questa prima Domenica di Avvento.


"Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra...." (Lc 21,25)

Nel capitolo 21 (che precede immediatamente la Passione di Cristo), Luca annuncia la rovina di Gerusalemme, riprendendo alcuni annunci apocalittici dei profeti, dove i fenomeni cosmici sono segni dell'intervento potente di Dio. E' un testo difficile per noi oggi, scomodo, provocante... non ci piacciono i profeti di sventura che non mancano in questo tempo!

Allora mi sono chiesta: Dove ci vuole portare Luca ? Dove mette l'accento in questo testo ? Al centro del Vangelo leggiamo, al versetto 27: "Vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria grande."

rejeton sur tronc



Ecco dove punta Luca. Non sui fenomeni spaventosi della fine del mondo (di un mondo?), ma sul grande Avvenimento (Adventus=venuta) : Cristo viene e dà senso all'universo, alla storia e alle nostre vite.

Ecco perché dobbiamo rialzare la testa: siamo liberati, siamo chiamati ad una nuova vita!

Allora, all'inizio di quest'Avvento, cerchiamo di fissare il nostro cuore in Cristo perché possa germogliare in noi, giorno dopo giorno, la sua vita.

"In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra." Ger. 33,15

Seconda Domenica di Avvento

Domenica, 09 Dicembre 2012 08:56

USCIRE DALLA CRISI


 

Si sente ultimamente risuonare un po' dappertutto, non solo alla televisione o alla radio, ma anche nei nostri discorsi quotidiani, una parola che ci affligge e ci preoccupa sempre di più: CRISI. Ma come non parlarne, quando la situazione è così evidente e ci tocca così da vicino? Eppure c'è una crisi ancor più profonda ed allarmante di quella economica: è quella che il papa ha chiamato "desertificazione spirituale". Una crisi di fede, che porta inevitabilmente con sé un vuoto di senso, un disorientamento generale riguardo ai valori, a ciò che è buono e bello per la nostra vita. Ce ne sarebbero a sufficienza di motivi per piangersi addosso, ma, se ripensiamo un po' alla nostra vita e alle nostre esperienze, sappiamo che in ogni crisi si apre una possibilità nuova di vita. Ed è questo, mi pare, il messaggio di questa seconda domenica d'Avvento.Così come, più di duemila anni fa, la parola di DioDeserto fiorito settembre 2101 111 venne (cadde) su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto, (Lc 3,2) oggi vuole farsi udire da noi, uomini e donne sicuramente più chiassosi e distratti, ma non meno desiderosi di aggrapparci a ciò che nella vita veramente conta, di camminare su una via diritta e sicura.Nel "deserto contemporaneo" della nostra società, nei nostri personali deserti interiori, si può aprire una nuova possibilità, una via per uscire dalla crisi. È proprio lì che oggi Dio ci attende e ci vuole incontrare, per mostrarci il suo splendore e condurci con gioia alla luce della sua gloria (Bar 5, 3.9).

Terza Domenica d'Avvento

Domenica, 16 Dicembre 2012 14:36

imagesCAXD02Y6Rallegrati, figlia di Sion... esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! ... Il Signore tuo Dio, gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia". Sof 3, 14;17

Quale più bella notizia in questa Domenica della gioia che questa promessa di esultanza reciproca!

Invitati lungo questo tempo d'Avvento a camminare gioiosamente nell'attesa della salvezza promessa, siamo oggi invitati ad un passo ulteriore, entrare nella gioia stessa del Nostro Salvatore che gioisce per noi!

Quale meravigliosa dignità offre il Signore alla nostra umanità: essere causa della sua gioia, una gioia che trabocca dall'amore che si offre e che viene accolto, dall'amore che trasforma e plasma a sua immagine...

Niente meno... Aprendo la strada all'amore nei nostri cuori, le nostre vite possono diventare esultazione dell'amore divino... l'amore dello Sposo esultando di gioia nel donarsi alla sua sposa...

Allora, sì, ascoltiamo l'invito di Paolo "Fratelli, siate sempre lieti nel Signore..." e portiamo intorno a noi questa contagiosa gioia del Signore, in noi.

Quarta Domenica di Quaresima

Domenica, 10 Marzo 2013 10:50

Forte come l'olio...

Fils prodigue Michel Ciry

"Dio ci vuole umili, non umiliati..." E' uno di quei raggi sottili che in un attimo fanno luce in te senza che te lo aspetti. Questo me lo ha regalato ultimamente, senza saperlo, una mia giovane consorella durante una condivisione sul Vangelo della lavanda dei piedi. Questo raggio torna ancora, e vibra sulla lettura di questa parabola del figlio giovane: umiliato dal padrone dell'allontanamento, viene poi accolto dall'abbraccio paterno irresistibilmente contagioso di umiltà...

Vieni figlio, torna ad abitare la tua terra, il tuo humus che io, tuo Creatore, amo tanto da bagnarlo di sangue ed acqua... "Abita la terra e vivi con Fede, (...) sta in silenzio davanti al Signore e spera in Lui..." (sl 36) E possiederai la terra che ho messo da parte per te... L'altro padrone ti umilia in un recinto di sporcizia, ti spreme nel suo frantoio avvelenato; io ti farò umile e potente, come me, e possiederai la terra, la nostra terra, che ho abitato per te, sui sentieri degli incontri e nella solitudine di un giardino, sul monte delle beatitudini e nel silenzio del sepolcro .

Vieni, sii giovane, e lasciati lavare quei piedi feriti e incalliti dall'umiliazione. Vieni, rialza la testa e sii forte. Vieni, e lasciati bagnare dalle mie lacrime e dal profumo del mio aiuto, forte come l'olio e caldo come il vino.

Allora saranno "musica e danze" e cominceremo a far festa... la festa della tua Fede rinata. E vivrai la gioia non tanto di possedere beni e ricchezze, ma di poterli dare e condividere con gli amici. Offri con me il vino e il pane. La tua umiliazione di non poter offrire appassirà come l'erba del prato, e la tua terra sarà di nuovo abitata. Da te. Con Me.

Suor Ginevra Maria

Quinta Domenica di Quaresima

Domenica, 17 Marzo 2013 08:26

Va' ...Vivi

 
nicolas poussin 064 cristo e la donna colta in adulterio 1653

La quaresima è un cammino di vita, verso la vita.
Nel vangelo di questa domenica, tutti i personaggi sono sotto accusa. Il giudizio è sempre un giudizio che porta alla morte. I farisei vogliono la morte di Gesù e lo mettono alla prova. Vogliono la morte della donna condannata per adulterio. Non c'è via d'uscita. Così spesso anche noi quando vogliamo incastrare quelli che disturbano il nostro modo di vedere e quelli rinchiudiamo nei loro limiti ... questa è la via della morte dalla quale ci proponiamo di uscire in questo tempo di grazia.
L'ultimo giudizio è quello di Gesù sui farisei e sulla donna.
Ed è l'unico giudizio che dà vita. Perché quando Dio giudica è sempre per dare la vita. Così anche Gesù quando chiama in causa i farisei "chi è senza peccato scagli la prima pietra" e quando rialza la donna e l'invita a rimettersi in cammino "Va ... non peccare più" ... cammina verso il compimento della tua vita.