In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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sr Elena

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pastorale

Lunedì, 22 Giugno 2015 12:43 Pubblicato in Bollettino

Ungaretti Stranieri

Itineranza per vivere momenti di collaborazione …

…. Collaborazione con l’Università per Stranieri di Perugia. Qui l’iteneranza si vive nell’incontro di studenti che vengono da tutte le parti del mondo e di età diverse. Oltre agli incontri abituali, due momenti sono stati particolarmente interessanti: due serate durante le quali musica e poesia si sono incontrate.

La prima in occasione della commemorazione della Prima guerra mondiale.

La riflessione su grande poeta italiano che ha intensamente quei momenti, Giuseppe Ungaretti, è stata accompagnata da canti degli soldati Alpini. Oltre la bellezza del canto, l’emozione di ascoltarli cantati dal Coro dell’Università composto soprattutto da giovani cinesi! Come non bastasse “Il Piave[1]”, canto divenuto quasi inno nazionale per l’Italia, è stato splendidamente interpretato da un giovane tenore turco. E’ stato un momento forte che spero resti impresso in tutti noi come momento di vera amicizia e pace.

La seconda serata ha visto al centro dell’attenzione Dante Alighieri con il suo forte messaggio esistenziale di Dante della Divina commedia. Musicisti in erba e giovani cantanti d’Opera hanno arricchito la riflessione con brani di Puccini, Verdi ed altri.

 

… la collaborazione intercomunitaria mi ha dato occasione di vivere un momento intenso della Pastorale giovanile nel Valdarno con le consorelle di Ganghereto. Il tema “Incontrare o incontrarsi?” La Visitazione era il cuore della meditazione per giovani adolescenti accompagnati da numerosi animatori.

Una serata di preghiera e allegria in amicizia per … incontrarsi!ù

 

…. collaborazione ancora con Ganghereto che quest’anno ha proposto un percorso di riflessione filosofica sotto il titolo molto significativo: “Siamo tutti filosofi”. I vari incontri, molto partecipati, hanno coinvolto diverse voci. Personalmente ho trattato un tema che non vi sorprenderà: “Chi sono io? Caterina da Siena e Sartre a confronto”.

 Past Giov Montalto.jpg 26

… collaborazione con lo Studio Filosofico Domenicano di Bologna che organizza settimane di incontro in luoghi particolarmente belli sia artisticamente che per paesaggio naturale. Non per nulla li accumuna il titolo “La filosofia nei luoghi del silenzio”. Va comunque detto che gli orizzonti filosofici si sono molto aperti alla musica, alla letteratura e ad altri tematiche proprie alla nostra società tanto ricca di domande e in cerca di risposte elaborate spesso insieme.

Anche durante questa settimana la musica del clavicembalo suonato dal Maestro Forlivesi ha dato distensione e profondità alle nostre giornate. Il M° Forlivesi ha inoltre illustrato la figura di Ildergarda di Bingen, (1098 – 1179) Dottore della Chiesa.

Forlivesi Accademia

Personalmente ho cercato un filone di riflessione che mettesse la persona al centro, quale frontiera esistenziale sempre da raggiungere. Vari pertanto gli autori a cui ci siamo accostati in quei giorni: poeti e filosofi di ieri e di oggi, con riposte a volte contrastanti, ci hanno guidato e aiutato a conoscere un po’ di più questa frontiera dell’umano sempre nuova eppur così eterna.

Sr. M. Elena Ascoli



[1] Durante la prima guerra fiume di frontiera nel Veneto ( = La Marne per la Francia)

Avvento di speranza

Lunedì, 01 Dicembre 2014 12:54 Pubblicato in Predicazione

Molte volte Papà Francesco ci ha invitato a uscire verso le "frontiere esistenziali" per prenderne una sempre maggiore evangelica consapevolezza.

Il nostro sito desidera, durante questo Avvento 2014, proporre alla nostra meditazione e preghiera di intercessione, delle situazioni concrete in cui versano molti nostri fratelli sia cristiani come molte minoranze etniche e religiose.

L'avvento tempo di attesa di un Dio con noi che si fa fragile Bambino è il momento propizio per vivere intensamente la compassione come il nostro santo padre Domenico e diffondere speranza ovunque e comunque.

Oltre all'emozione, talvolta l'ammirazione, vorremmo offrire l'occasione per approfondire la solidarietà con tutti coloro che soffrono persecuzione.

Potremo così "sederci ai piedi di Gesù e guardarlo senza vergognarci" secondo le parole del Testamento del martire pakistano Shahbaz Bhatti.

Pasqua del Signore

Domenica, 20 Aprile 2014 08:10 Pubblicato in Predicazione
maddalena

L'unica cosa importante è dire al mondo:

"Il Signore è risorto, Egli è con noi!".

La testimonianza nostra non può essere che questa. Non importa dirlo con queste parole; si deve dire con la vita in modo che il mondo sappia non solo che Gesù è risorto, ma che vive in noi, che in noi, ora, Egli è vivente.
La resurrezione continua, continua nella fede che nasce nei cristiani. La resurrezione del Cristo ha fatto nascere la fede della Chiesa, la resurrezione del Cristo deve continuare a dare questa fede al mondo, deve rendere testimonianza di Sé nella nostra medesima fede. Nell'Oriente, voi lo sapete, il saluto che si fa per Pasqua è questo: "Il Cristo è risorto! Egli è veramente risorto".
Nel 1922 in un'assemblea di atei, a Mosca; si alzarono prima uno scienziato, poi un politico e tutti bestemmiando e negando qualsiasi dimensione religiosa della vita. Al termine ci fu un uomo sparuto, magro, che chiese la parola; gliela dettero. Egli andò sulla cattedra e disse semplicemente: "Fratelli, Cristo è risorto!" Tutta l'assemblea si alzò in piedi: "Cristo è veramente risorto". Bastarono queste parole a distruggere tutto quello che gli altri avevano detto. Tutta l'assemblea, davanti alla testimonianza di questo umile prete che non si conosceva nemmeno come tale, balza in piedi acclamando e confessando la fede. È questo che dobbiamo far noi. Se noi porteremo questo annuncio, il mondo risorgerà perché nascerà anche negli uomini la medesima fede che prima si è accesa nei nostri cuori. Ma dobbiamo saperlo dire con la medesima fermezza, con la medesima semplicità con cui questo umile uomo, andando sul palco, dopo tutte le bestemmie che erano state dette, pronunciò queste parole.

Divo Barsotti

Domenica delle Palme

Mercoledì, 09 Aprile 2014 16:24 Pubblicato in Predicazione

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Stridente è il contrasto tra il canto dell’Osanna e il grido “Crocifiggilo”: è sempre Lui, Gesù al

centro dell’attenzione, della gloria e della condanna. Ce lo aveva detto: sono venuto a portare la

divisione … E’ pietra di inciampo, cioè di responsabile scelta per ognuno di noi. Certo è che non

possiamo essere un giorno osanna e un giorno crucifige.

E’ questione di leale e fedele impegno. Ben lo aveva compreso, vivendolo in prima persona nel suo

esilio ecclesiale, don Primo Mazzolari (1890 – 1959) del quale propongo questo testo. Muore alla

vigilia dell’apertura del Concilio Vaticano II.

Papa Giovanni XXIII lo definisce : “ la tromba dello Spirito Santo”.

Ci impegniamo

Ci impegniamo noi e non gli altri,

unicamente noi e non gli altri,

né chi sta in alto, né chi sta in basso,

né chi crede, né chi non crede.

Ci impegniamo

senza pretendere che altri s'impegnino,

con noi o per suo conto,

come noi o in altro modo.

Ci impegniamo

senza giudicare chi non s'impegna,

senza accusare chi non s'impegna,

senza condannare chi non s'impegna,

senza disimpegnarci perché altri non

s'impegna.

Ci impegniamo

perché non potremmo non impegnarci.

C'è qualcuno o qualche cosa in noi,

un istinto, una ragione, una vocazione, una

grazia,

più forte di noi stessi.

Ci impegniamo per trovare un senso alla vita,

a questa vita, alla nostra vita,

una ragione che non sia una delle tante

ragioni

che ben conosciamo e che non ci prendono il

cuore.

Si vive una volta sola

e non vogliamo essere "giocati"

in nome di nessun piccolo interesse.

Non ci interessa la carriera,

non ci interessa il denaro,

non ci interessa la donna o l'uomo

se presentati come sesso soltanto,

non ci interessa il successo né di noi né delle

nostre idee,

non ci interessa passare alla storia.

Ci interessa perderci

per qualche cosa o per qualcuno

che rimarrà anche dopo che noi saremo

passati

e che costituisce la ragione del nostro

ritrovarci.

Ci impegniamo

a portare un destino eterno nel tempo,

a sentirci responsabili di tutto e di tutti,

ad avviarci, sia pure attraverso un lungo

errare,

verso l'amore.

Ci impegniamo

non per riordinare il mondo,

non per rifarlo su misura, ma per amarlo;

per amare

anche quello che non possiamo accettare,

anche quello che non è amabile,

anche quello che pare rifiutarsi all'amore,

poiché dietro ogni volto e sotto ogni cuore

c'è insieme a una grande sete d'amore,

il volto e il cuore dell'amore.

Ci impegniamo

perché noi crediamo all'amore,

la sola certezza che non teme confronti,

la sola che basta per impegnarci

perpetuamente.