In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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Sr Catherine Elisabeth

Sr Catherine Elisabeth

"Noi crediamo che la grazia di Dio consiste proprio in questo suo volersi lasciar conquistare dall'uomo, in questo suo consegnarsi, per così dire, a lui. Dio vuole entrare nel mondo che è suo, ma vuole farlo attraverso l'uomo: ecco il mistero della nostra esistenza. Dio entra là dove lo si lascia entrare. " (Martin Buber, Il cammino dell'uomo)

Messa con il Santo Padre

Martedì, 05 Settembre 2017 20:28 Pubblicato in Bollettino

pape


Mon cadeau de 60 ans d’anniversaire de profession (après un an d’attente, mais quel cadeau !)

Il y a bien longtemps que je désirais aller à la messe du Pape dans la chapelle de sainte Marthe ! Un rêve, avec peu de chance de le voir se réaliser ! Des milliers de personnes en font la demande et on ne peut accepter qu’une trentaine de personnes …moi, je n’avais rien demandé (les rêves ne suffisent pas) et pourtant, il y a quelques mois, la fameuse convocation est arrivée : J’étais invitée à venir à la messe pour mes 60 ans de profession accompagnée d’une autre sœur. Fin juin, nous voilà parties sr M Theo et moi-même à 6 heures du matin (pour la messe de 7h)... Le pape est arrivé dans la chapelle, comme à son habitude, à l’heure exacte; un vrai bain de fraîcheur: Nous avons eu, en plus, le grand privilège de la vivre avec Abraham  en chemin vers la terre promise. Après la messe, le pape est venu faire son action de grâce sur une chaise qui s’est trouvée, providentiellement, à côté de nous , puis nous avons pu parler avec lui et lui demander sa bénédiction pour la congrégation, notre province et nos familles !Je souhaite aux jeunes sœurs d’avoir ce même privilège et remercie ma communauté pour ce beau cadeau.

Viaggio nella Bellezza - Chiara Bertoglio

Lunedì, 02 Ottobre 2017 20:00 Pubblicato in Bollettino
 

PADRE, NELLE TUE MANI AFFIDO IL MIO SPIRITO

 

 

Eccomi qui, Padre mio.

 

Ho finito di raccogliere le tesserine

del mio mosaico, sparpagliate

come miglio per gli uccelli.

 

Vengo a te, le mani colme,

schiena curva ma sguardo in alto.

 

Ti rendo tutto, tutto è tuo;

le tele morbide che mamma mi tesseva,

l’odore acre del cortile della nonna,

la segatura di pino nel laboratorio.

 

Ti rendo la salsedine e la pece delle barche,

lo sguardo azzurro dei non più posseduti,

le focacce divise sul ciglio della viottola,

l’arazzo del sole serotino.

 

Ti rendo il bordone della brezza alle parabole,

l’incerto rizzarsi dei paralitici, cerbiatti neonati,

i profumi d’aloe e d’arrosto da Zaccheo,

il fuoco che Nicodemo cela nel tabarro.

 

Ti rendo i miei amici ed i miei passi,

parole e struggimenti, risate e compassione,

il dispiegarsi del tuo amore in pergamene srotolate,

le due tortore con cui fui riscattato.

 

Ho fatto l’inventario, le tasche

scrupolosamente ho svuotato;

e torno a te libero, povero, nudo

disperatamente solo ed infinitamente felice.

 

Poesia di Chiara Bertoglio

Sinodo per i giovani

Lunedì, 16 Gennaio 2017 08:55 Pubblicato in Predicazione
 

Lettera del Papa ai giovani
in occasione della presentazione del Documento Preparatorio
della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi

Carissimi giovani,

sono lieto di annunciarvi che nell’ottobre 2018 si celebrerà il Sinodo dei Vescovi sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale». Ho voluto che foste voi al centro dell’attenzione perché vi porto nel cuore. Proprio oggi viene presentato il Documento Preparatorio, che affido anche a voi come “bussola” lungo questo cammino.

Mi vengono in mente le parole che Dio rivolse ad Abramo: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò» (Gen 12,1). Queste parole sono oggi indirizzate anche a voi: sono parole di un Padre che vi invita a “uscire” per lanciarvi verso un futuro non conosciuto ma portatore di sicure realizzazioni, incontro al quale Egli stesso vi accompagna. Vi invito ad ascoltare la voce di Dio che risuona nei vostri cuori attraverso il soffio dello Spirito Santo.

Quando Dio disse ad Abramo «Vattene», che cosa voleva dirgli? Non certamente di fuggire dai suoi o dal mondo. Il suo fu un forte invito, una vocazione, affinché lasciasse tutto e andasse verso una terra nuova. Qual è per noi oggi questa terra nuova, se non una società più giusta e fraterna che voi desiderate profondamente e che volete costruire fino alle periferie del mondo?

Ma oggi, purtroppo, il «Vattene» assume anche un significato diverso. Quello della prevaricazione, dell’ingiustizia e della guerra. Molti giovani sono sottoposti al ricatto della violenza e costretti a fuggire dal loro paese natale. Il loro grido sale a Dio, come quello di Israele schiavo dell’oppressione del Faraone (cfr Es 2,23).

Desidero anche ricordarvi le parole che Gesù disse un giorno ai discepoli che gli chiedevano: «Rabbì […], dove dimori?». Egli rispose: «Venite e vedrete» (Gv 1,38-39). Anche a voi Gesù rivolge il suo sguardo e vi invita ad andare presso di lui. Carissimi giovani, avete incontrato questo sguardo? Avete udito questa voce? Avete sentito quest’impulso a mettervi in cammino? Sono sicuro che, sebbene il frastuono e lo stordimento sembrino regnare nel mondo, questa chiamata continua a risuonare nel vostro animo per aprirlo alla gioia piena. Ciò sarà possibile nella misura in cui, anche attraverso l’accompagnamento di guide esperte, saprete intraprendere un itinerario di discernimento per scoprire il progetto di Dio sulla vostra vita. Pure quando il vostro cammino è segnato dalla precarietà e dalla caduta, Dio ricco di misericordia tende la sua mano per rialzarvi.

A Cracovia, in apertura dell’ultima Giornata Mondiale della Gioventù, vi ho chiesto più volte: «Le cose si possono cambiare?». E voi avete gridato insieme un fragoroso «Sì». Quel grido nasce dal vostro cuore giovane che non sopporta l’ingiustizia e non può piegarsi alla cultura dello scarto, né cedere alla globalizzazione dell’indifferenza. Ascoltate quel grido che sale dal vostro intimo! Anche quando avvertite, come il profeta Geremia, l’inesperienza della vostra giovane età, Dio vi incoraggia ad andare dove Egli vi invia: «Non aver paura […] perché io sono con te per proteggerti» (Ger 1,8).

Un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità. Non abbiate paura di ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte audaci, non indugiate quando la coscienza vi chiede di rischiare per seguire il Maestro. Pure la Chiesa desidera mettersi in ascolto della vostra voce, della vostra sensibilità, della vostra fede; perfino dei vostri dubbi e delle vostre critiche. Fate sentire il vostro grido, lasciatelo risuonare nelle comunità e fatelo giungere ai pastori. San Benedetto raccomandava agli abati di consultare anche i giovani prima di ogni scelta importante, perché «spesso è proprio al più giovane che il Signore rivela la soluzione migliore» (Regola di San Benedetto III, 3).

Così, anche attraverso il cammino di questo Sinodo, io e i miei fratelli Vescovi vogliamo diventare ancor più «collaboratori della vostra gioia» (2 Cor 1,24). Vi affido a Maria di Nazareth, una giovane come voi a cui Dio ha rivolto il Suo sguardo amorevole, perché vi prenda per mano e vi guidi alla gioia di un «Eccomi» pieno e generoso (cfr Lc 1,38).

Con paterno affetto,

FRANCESCO

Dal Vaticano, 13 gennaio 2017