In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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Sr Catherine Elisabeth

Sr Catherine Elisabeth

"Noi crediamo che la grazia di Dio consiste proprio in questo suo volersi lasciar conquistare dall'uomo, in questo suo consegnarsi, per così dire, a lui. Dio vuole entrare nel mondo che è suo, ma vuole farlo attraverso l'uomo: ecco il mistero della nostra esistenza. Dio entra là dove lo si lascia entrare. " (Martin Buber, Il cammino dell'uomo)

O Croce di Cristo

Sabato, 26 Marzo 2016 15:37 Pubblicato in Predicazione

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O Croce di Cristo, simbolo dell'amore divino e dell'ingiustizia umana, icona del sacrificio supremo per amore e dell'egoismo estremo per stoltezza, strumento di morte e via di risurrezione, segno dell'obbedienza ed emblema del tradimento, patibolo della persecuzione e vessillo della vittoria.

O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo eretta nelle nostre sorelle e nei nostri fratelli uccisi, bruciati vivi, sgozzati e decapitati con le spade barbariche e con il silenzio vigliacco.

O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei volti dei bambini, delle donne e delle persone, sfiniti e impauriti che fuggono dalle guerre e dalle violenze e spesso non trovano che la morte e tanti Pilati con le mani lavate.

O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei dottori della lettera e non dello spirito, della morte e non della vita, che invece di insegnare la misericordia e la vita, minacciano la punizione e la morte e condannano il giusto.

O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei ministri infedeli che invece di spogliarsi delle proprie vane ambizioni spogliano perfino gli innocenti della propria dignità.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei cuori impietriti di coloro che giudicano comodamente gli altri, cuori pronti a condannarli perfino alla lapidazione, senza mai accorgersi dei propri peccati e colpe.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei fondamentalismi e nel terrorismo dei seguaci di qualche religione che profanano il nome di Dio e lo utilizzano per giustificare le loro inaudite violenze.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi in coloro che vogliono toglierti dai luoghi pubblici ed escluderti dalla vita pubblica, nel nome di qualche paganità laicista o addirittura in nome dell'uguaglianza che tu stesso ci hai insegnato.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei potenti e nei venditori di armi che alimentano la fornace delle guerre con il sangue innocente dei fratelli.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei traditori che per trenta denari consegnano alla morte chiunque.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei ladroni e nei corrotti che invece di salvaguardare il bene comune e l'etica si vendono nel misero mercato dell'immoralità.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi negli stolti che costruiscono depositi per conservare tesori che periscono, lasciando Lazzaro morire di fame alle loro porte.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei distruttori della nostra "casa comune" che con egoismo rovinano il futuro delle prossime generazioni.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi negli anziani abbandonati dai propri famigliari, nei disabili e nei bambini denutriti e scartati dalla nostra egoista e ipocrita società.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nel nostro Mediterraneo e nel mar Egeo divenuti un insaziabile cimitero, immagine della nostra coscienza insensibile e narcotizzata.

O Croce di Cristo, immagine dell'amore senza fine e via della Risurrezione, ti vediamo ancora oggi nelle persone buone e giuste che fanno il bene senza cercare gli applausi o l'ammirazione degli altri.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei ministri fedeli e umili che illuminano il buio della nostra vita come candele che si consumano gratuitamente per illuminare la vita degli ultimi.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei volti delle suore e dei consacrati – i buoni samaritani – che abbandonano tutto per bendare, nel silenzio evangelico, le ferite delle povertà e dell'ingiustizia.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei misericordiosi che trovano nella misericordia l'espressione massima della giustizia e della fede.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nelle persone semplici che vivono gioiosamente la loro fede nella quotidianità e nell'osservanza filiale dei comandamenti.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei pentiti che sanno, dalla profondità della miseria dei loro peccati, gridare: Signore ricordati di me nel Tuo regno!

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei beati e nei santi che sanno attraversare il buio della notte della fede senza perdere la fiducia in te e senza pretendere di capire il Tuo silenzio misterioso.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nelle famiglie che vivono con fedeltà e fecondità la loro vocazione matrimoniale.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei volontari che soccorrono generosamente i bisognosi e i percossi.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei perseguitati per la loro fede che nella sofferenza continuano a dare testimonianza autentica a Gesù e al Vangelo.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei sognatori che vivono con il cuore dei bambini e che lavorano ogni giorno per rendere il mondo un posto migliore, più umano e più giusto. 
In te Santa Croce vediamo Dio che ama fino alla fine, e vediamo l'odio che spadroneggia e acceca i cuori e le menti di coloro preferiscono le tenebre alla luce.

O Croce di Cristo, Arca di Noè che salvò l'umanità dal diluvio del peccato, salvaci dal male e dal maligno! O Trono di Davide e sigillo dell'Alleanza divina ed eterna, svegliaci dalle seduzioni della vanità! O grido di amore, suscita in noi il desiderio di Dio, del bene e della luce.

O Croce di Cristo, insegnaci che l'alba del sole è più forte dell'oscurità della notte. O Croce di Cristo, insegnaci che l'apparente vittoria del male si dissipa davanti alla tomba vuota e di fronte alla certezza della Risurrezione e dell'amore di Dio che nulla può sconfiggere od oscurare o indebolire.

Amen!

Papa Francesco

 

Chagall, cittadino del mondo

Martedì, 26 Gennaio 2016 11:39 Pubblicato in Predicazione

Chagall, i colori dell'amore e della speranza


Dopo l'esperienza dell'anno scorso per preparare la visita della mostra di Chagall a Milano. Quest'anno abbiamo ripetuto l'esperienza a Catania in due momenti: con il centro culturale di CL e con la famiglia domenicana. Sono state due serate ricche d'incontri e per la gente l'occasione di scoprire la figura di Chagall. Questo pittore ha vissuto per ben 98 anni, dalla Russia agli Stati Uniti passando dalla Francia, la sua seconda patria. Egli ha saputo tradurre nei suoi quadri la sua visione della vita dove c'è sempre e in ogni caso una possibilità di speranza, di gioia, di vivere insieme con serietà e gioia che cogliamo nei suoi colori e nei simboli che usa.

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I modi di pregare di San Domenico

Domenica, 24 Gennaio 2016 21:01 Pubblicato in Predicazione

“Se si ama si esprime ciò che si prova in tanti modi:

così è anche per la preghiera”

 
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Giustizia e Pace

Sabato, 02 Gennaio 2016 10:14 Pubblicato in Giustizia e Pace

Cura della persona –cura del creato

Napoli Barra, sabato 28 novembre 2015

Nel primo pomeriggio di sabato ci siamo recati presso il municipio di Napoli, dove la Commissione è stata ricevuta dal Sindaco Luigi De Magistris al quale P.Giovanni ha presentato la nostra attività. Quindi gli abbiamo consegnato una petizione con 500 firme per chiedere il ritorno della caserma dei carabinieri, ora chiusa per la indisponibilità dei locali, in località Barra, territorio “di frattura” soggetto a gravi problemi di ordine pubblico . Il sindaco ha mostrato di gradire e condividere tale petizione, assicurando che cercherà una positiva soluzione.

Quindi siamo andati a Barra, presso il Convento domenicano di Santa Maria della Sanità. Li abbiamo incontrato il P.Provinciale della san Tommaso, fra Francesco La Vecchia o.p. che ha seguito di persona tutte le attività da noi organizzate in occasione di questa Giornata , dalla veglia di preghiera tenutasi il giorno precedente, scritta per questa occasione dalle monache del Monastero domenicano di santa Maria della Neve in Pratovecchio (AR), fino alla Celebrazione Eucaristica da lui presieduta la domenica seguente.

Si sono quindi tenute le due previste conferenze

Suor Antonietta Potente o.p.(teologa) purtroppo non è potuta intervenire per problemi di salute, ma ha inviato la propria relazione letta da Patrizia. Parla dell’accoglienza nel quotidiano . il fatto di dover dialogare con la realtà quotidiana non deve far dimenticare la cura   dell’anima . La misericordia e la giustizia vengono per prime, non si puo’ sorreggere il mondo senza portare consé Dio.

Padre Adolfo Russo (vicario episcopale dell’arcidiocesi di Napoli per la cultura) parla della cura del creato che deve essere un impegno concreto e non oggetto di dissertazione accademiche. Napoli è maravigliosa , è un paradiso, ma un paradiso abitato dal diavolo a causa dei troppi interessi economici e politici che la hanno dominata , come avvenuto , ad esempio , nella cosiddetta “terra dei fuocchi” . Ci si occupa troppo delle personalità in vista e ben poco dei bisognosi . Dobbiamo crescere verso una maggiore responsabilità , promuovendo la carità e l’amore prima degni interessi legati alla vita sociale , senza mai distogliere l’attenzione dal benecomune.

carità e l’amore prima della vita sociale e educare al bene comune.

Padre Giovanni Calcara o.p. (commissionnedomenicana Giustizia e Pace) ha parlato della dottrina sociale della Chiesa e ha messo l’accento sul fatto di condurre una vita semplice ed essenziale nei consumi.. Ha evocato il festeggiamento del giubileo dell’Ordine dei Domenicani ricordando le parole profetiche di San Domenico: “non posso studiare su pelli di animali morti mentre la gente muore di fame” Parla anche del cristiano che porta in sè corpo e spirito, la carne è anche fango, siamo complici di questo fango . Per Padre Giovanni, abbiamo dato voce ai mafiosi, devenendo collaterali con il nostro silenzio. La Chiesa deve essere una Chiesa che si sporca, dobbiamo rispettare la dignità dell’uomo che passa, anche, nel rendere fruibili i beni necessari come l’acqua...ecc...ricordando che non siamo i padroni del Creato , ma i custodi, come ci repete il Santo Padre . Occorre pensare a quale mondo lasceremo ail nostri figli. Bisogna annunciare il Vangelo, i profeti li abbiamo tra di noi , manca solo la volontà di ascotarli 

 Sr Marie-Didier