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Sr Catherine Elisabeth

Sr Catherine Elisabeth

"Noi crediamo che la grazia di Dio consiste proprio in questo suo volersi lasciar conquistare dall'uomo, in questo suo consegnarsi, per così dire, a lui. Dio vuole entrare nel mondo che è suo, ma vuole farlo attraverso l'uomo: ecco il mistero della nostra esistenza. Dio entra là dove lo si lascia entrare. " (Martin Buber, Il cammino dell'uomo)

atletica vaticana

Mercoledì, 30 Gennaio 2019 09:52 Pubblicato in Predicazione
Questo articolo è preso dal sito vatican news
 

Athletica Vaticana: la prima società sportiva “del Papa” riconosciuta dal Coni

Il cardinal Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e il presidente del Comitato olimpico italiano Malagò hanno tenuto a battesimo l’associazione sportiva vaticana che dal 1 gennaio può partecipare ufficialmente a tutte le manifestazioni podistiche italiane e internazionali, perché affiliata alla Fidal, la Federazione italiana di atletica leggera

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

I podisti di Athletica Vaticana, 60 atleti dipendenti della Santa Sede, sacerdoti, religiose e anche due migranti “membri onorari”, sono la prima associazione sportiva con sede nella Città del Vaticano. L’hanno tenuta a battesimo questa mattina nella Sala Stampa della Santa Sede il cardinal Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Giovanni Malagò, presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, che a settembre hanno firmato l’intesa bilaterale che dal 1 gennaio 2019 permette ad Athletica Vaticana l’affiliazione alla Federazione italiana di atletica leggera.

Mons. Melchor: dare testimonianza cristiana nello sport

Come ha ricordato il presidente della società sportiva mons. Melchor José Sánchez de Toca y Alameda, sotto-segretario del Pontificio Consiglio della Cultura e responsabile del dipartimento “sport e cultura”, non è la prima società sportiva attiva all’interno delle Mura leonine, perché da tempo esistono sia la Rappresentativa calcistica dipendenti vaticani sia il St. Peter Cricket club. Ma Athletica Vaticana è la prima nata e con sede in Vaticano riconosciuta all’estero, che può ora partecipare a tutte le manifestazioni podistiche nazionali e internazionali. Presto la società vaticana si affilierà alla Federazione italiana sport paralimpici e sperimentali, in vista di un’intesa con il Comitato italiano paralimpico, “per rilanciare insieme un progetto di inclusione delle persone con disabilità attraverso la pratica sportiva”.

Due migranti membri onorari della squadra

Perché l’obiettivo di Athletica Vaticana non è soltanto agonistico: l’impegno, ha sottolineato monsignor Sanchez de Toca, “è rilanciare una testimonianza cristiana concreta, con iniziative spirituali e solidali nel mondo dell’atletica e dello sport in generale. Per questo sono stati tesserati come “membri onorari” due giovani migrati musulmani, Jallow Buba, 20enne gambiano, e Anszou Cissè, 19enne senegalese, richiedenti asilo ospiti della cooperativa “Auxilium” di Castelnuovo di Porto. Entro gennaio, poi, saranno accolti in squadra anche alcuni ragazzi con disabilità.

I "runner del Papa", dalla guardia svizzera ai Musei Vaticani

Athletica Vaticana ha iniziato le sue attività da più di un anno, in maniera spontanea, grazie all’incontro di tanti dipendenti vaticani che corrono, soprattutto la mattina prima di andare al lavoro, sul lungotevere, nella zona intorno aa San Pietro. Sono guardie svizzere e gendarmi, vigili del fuoco e operai, giornalisti e professori universitari, giardinieri e farmacisti, e ancora dipendenti dei Musei Vaticani e delle Ville pontificie. Ci sono sacerdoti  e molte sono le donne. A questa “community” di runner la Segreteria di Stato vaticana ha consentito di dare una forma giuridica idonea e del tutto innovativa, ha concluso monsignor Sanchez de Toca, “per una testimonianza cristiana nelle strade, ‘in uscita’, come chiede Papa Francesco, in mezzo a donne e uomini che vivono la passione dello sport”.

Suor Marie Theo: corro e ringrazio Dio per la gioia e il respiro

A Vatican news ha dato la sua testimonianza anche suor Marie Theo Puybareau Manaud, della congregazione romana di San Domenico, membro onorario della squadra. “La corsa per me diventa preghiera – ha spiegato - già il senso stesso di correre per me è anche un inno e un ringraziamento per il dono della vita. E poi molto spesso per me è fonte di meditazione, ad esempio, sulla gioia che provo quando corro o una presa di coscienza sull’importanza del respiro e dunque del soffio… E vedevo quanto soffio e spirito sono importanti nella mia vita di fede e quanto nella corsa respirare sia proprio la base di tutto”. “La gioia più grande non la trovo nell’allenamento ma nelle gare – ha raccontato ancora suor Marie Theo - proprio perché a differenza dell’allenamento la gara ha questa dimensione di corpo nel senso che stiamo insieme, corriamo insieme, magari con persone che non conosco, che non incontrerò mai più, però c’è questa dimensione di comunione, di solidarietà, di attenzione all’altro. Ognuno corre con il suo corpo, certo, però essendo attento all’altro”.

 La seconda video è tratta da https://video.repubblica.it/vaticano/in-pista-con-le-atlete-del-vaticano-corriamo-con-la-bandiera-del-papa-in-nome-dell-integrazione/325445/326061?refresh_ce

L'infanzia di Gesù

Giovedì, 29 Novembre 2018 11:01 Pubblicato in Predicazione

9 e 16 dicembre a Ganghereto dalle 15.30 alle 17.30

Viaggio nella bellezza

Mercoledì, 21 Novembre 2018 16:20 Pubblicato in Predicazione

Dal buio alla luce!


Nell’ultimo fin di settimana abbiamo vissuto un bel momento per il nostre secondo viaggio nella bellezza. Il tema era “dal buio alla luce”. La prima sera, a partire dal quadro di V. Van Gogh “la notte stellata”, abbiamo presentato il programma. Sr Florenza e padre Talmelli, un religioso (tenore) ci hanno regalato un concerto lirico molto apprezzato. Sr Federica introduceva le opere permettendoci di gustarle meglio. La poesia a trovato il suo spazio con il testo di Peguy (in italiano!) sulla speranza, recitato da una giovane.

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L’indomani, dopo la testimonianza di sr Florenza sull’accoglienza della malattia nella sua vita, il tenore anche psichiatra, ha dato una bella conferenza sulla sua esperienza di medico, molto concreta e alla portata di tutti. Nel frattempo, anche i bambini (alcuni con sordità) e provenienti da diversi paesi hanno presentato il quadro del Caravaggio “Canestra di frutta”, preparato con un professore d’Arte il quale lo ha magnificamente introdotto.

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Bellezza ancora con la danza: una giovane ha ripreso tramite la coreografia e la semplicità del suo vestito con i suoi colori contrastanti (una cappa oro da un lato e nero dall’altro) il tema di questo viaggio. Non sono mancati gli strumenti: piano, violino, flauto, batteria… che ci hanno dato riflettere e sognare sulle nostre ombre e luci nella nostra vita. Per completare: qualche pannello con illuminato da candele fatte da sr Thérèse Marie.


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Il prossimo viaggio nella bellezza sta già maturando … l’evangelizzazione passa attraverso questo e gli echi della gente ci incoraggiano a proseguire l’avventura.



Icona itinerante

Giovedì, 01 Novembre 2018 16:23 Pubblicato in Predicazione
Inizialmente fu proposto ad alcuni amici che frequentano Ganghereto, di portare durante il mese di Maggio l"Icona Itinerante"nelle famiglie e recitare insieme il S. Rosario. In seguito è stato proposto di portarla agli ammalati. Inizialmente con tutta onestà ero molto timorosa a bussare alla loro porta per fare insieme un momento di preghiera, ho chiesto a Giorgio, mio marito di accompagnarmi in questa "opera" e questo è stato motivo di gioia per me, poter condividere con lui questi momenti. La trovavo un bella cosa portare Maria agli ammalati è questo mi ha fatto superare ogni timore. Con Maria le porte si aprono.. È stata Lei la protagonista, Lei faceva visita agli ammalati, alle persone anziane, si ferma a con loro, a casa loro. Ad ogni ammalato dicevamo Maria è venuta a visitarla/vi, e questo era motivo di gioia per loro, gioia e consolazione, mi emoziona a vedere i loro occhi in cui leggevi commozione e gratitudine, tutti sono rimasti affascinati dalla bellezza dell'Icona, dallo sguardo di Maria. Pregare insieme il Rosario... Non chiacchiere vane.. Un momento prezioso in cui la voce a momenti era lieve per l'emozione. Esperienza impegnativa, ti chiede di "uscire", di "trovare tempo" per gli altri, ti  fa toccare con mano tante sofferenze, solitudini dell'altro e ritorni a casa un po' più "umano" e magari iniziano a far parte nelle tue preghiere e a volte possono nascere amicizie... Però tutto questo lo compie Maria, l'emozione più grande è portare Maria, donarla... Ma anche l'incontro con questi "poveri", gli sguardi, le parole...