In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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sr Enrica

sr Enrica

Della comunità di Ganghereto,
studio filosofia all'Università di Perugia.

V Domenica di Pasqua

Domenica, 28 Aprile 2013 15:57 Pubblicato in Predicazione

Ritornare, raccontare


Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede. E si fermarono per non poco tempo insieme ai discepoli (Atti, 14,27-28)

 

Immagino Paolo e Barnaba tornare, dopo un lungo ed avventuroso viaggio missionario, alla comunità di Antiochia che, guidati dallo Spirito Santo, aveva imposto loro le mani e li aveva inviati ad annunziare la Parola "altrove".

Piedi stanchi, corpi affaticati, bisognosi di ristoro; ma soprattutto cuori gonfi di una gioia contagiosa: quella di aver visto in prima persona la "porta della fede" spalancarsi nel cuore di molti pagani. Certo, non erano mancati in questo tempo rifiuti e neppure persecuzioni, ma la consapevolezza che per mezzo di loro Dio aveva operato il grande miracolo della fede, entrando nella vita di chi ancora non lo conosceva, dava loro uno slancio irrefrenabile, quello di voler raccontare tutto ai loro fratelli che li attendevano.

Leggendo questa scena degli Atti, penso alle volte in cui ho avuto la grazia di rivivere, nel mio piccolo, la stessa esperienza. Mi viene ad esempio spontaneo ripercorrere con la mente, come in un flaschback, una giornata "tipo" di missioni al popolo:

ho camminato a lungo, suonato tanti campanelli e più volte mi sono sentita dire: "io non ho bisogno di Dio"; in alcuni momenti un po' di scoraggiamento non è mancato, ma poi, alla sera, nei cenacoli, ho visto i volti di alcune persone, che da tempo non frequentano la Chiesa, accendersi a causa della Parola. La fatica del giorno ha ceduto il passo ad una gioia ben superiore. E allora, anche se sono già le undici di sera e l'indomani la sveglia suona presto, aspetto sr. Christine, che è andata in un'altra casa, per dirle e sentirmi dire le meraviglie che Dio ha operato.

Intanto la mia comunità, che mi ha inviata, mi accompagna con la preghiera, e sono certa che, al mio ritorno, sarà luogo di ristoro e di condivisione.

missione

Essere inviata ad annunciare, ritornare, raccontare e fermarmi. Per poi ripartire. In questo "circolo" di verbi mi sento oggi chiamata, a vivere, anche sull'esempio di Paolo e Barnaba, la mia vocazione domenicana, perché altre porte si possano aprire alla fede.

sr Enrica

Seconda Domenica di Avvento

Domenica, 09 Dicembre 2012 08:56 Pubblicato in Predicazione

USCIRE DALLA CRISI


 

Si sente ultimamente risuonare un po' dappertutto, non solo alla televisione o alla radio, ma anche nei nostri discorsi quotidiani, una parola che ci affligge e ci preoccupa sempre di più: CRISI. Ma come non parlarne, quando la situazione è così evidente e ci tocca così da vicino? Eppure c'è una crisi ancor più profonda ed allarmante di quella economica: è quella che il papa ha chiamato "desertificazione spirituale". Una crisi di fede, che porta inevitabilmente con sé un vuoto di senso, un disorientamento generale riguardo ai valori, a ciò che è buono e bello per la nostra vita. Ce ne sarebbero a sufficienza di motivi per piangersi addosso, ma, se ripensiamo un po' alla nostra vita e alle nostre esperienze, sappiamo che in ogni crisi si apre una possibilità nuova di vita. Ed è questo, mi pare, il messaggio di questa seconda domenica d'Avvento.Così come, più di duemila anni fa, la parola di DioDeserto fiorito settembre 2101 111 venne (cadde) su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto, (Lc 3,2) oggi vuole farsi udire da noi, uomini e donne sicuramente più chiassosi e distratti, ma non meno desiderosi di aggrapparci a ciò che nella vita veramente conta, di camminare su una via diritta e sicura.Nel "deserto contemporaneo" della nostra società, nei nostri personali deserti interiori, si può aprire una nuova possibilità, una via per uscire dalla crisi. È proprio lì che oggi Dio ci attende e ci vuole incontrare, per mostrarci il suo splendore e condurci con gioia alla luce della sua gloria (Bar 5, 3.9).

San Domenico a Ganghereto

Giovedì, 16 Agosto 2012 12:03 Pubblicato in Bollettino

Ecco un ricordo della festa di san Domenico a Ganghereto ... 

Percorso vocazionale Clarissa

Mercoledì, 08 Agosto 2012 11:28 Pubblicato in Bollettino
Dio con noi
 
Definirei questo ritiro quello del "Dio con noi" e della Misericordia. Del resto con noi c'era una ragazza di nome Clèmence che vuole dire appunto clemenza ovvero misericordia: niente è a caso.

madonnadelsorrisoA mezzogiorno, nella Chiesa della Madonna del Sorriso, abbiamo recitato sempre il rosario meditato e a quell'ora la vetrata sopra l'altare fa filtrare solo due colori, il blu e il rosso, che si proiettano per terra luminosissimi dietro l'altare: essi sono i colori del sangue e dell'acqua che sgorgano dal cuore di Gesù misericordioso.

Quattro le ragazze intervenute al corso: la mia amica Pamela da Perugia, Clèmence, di passaggio da Roma alla Francia e Maria Stella di Milano. E' poi venuta a trovarci anche Costanza da Roma e una famigliola francese che abita vicino a Strasburgo con due bambine bellissime, Barbara e Elisabeth (Lisa).

Domenica 29 luglio la parola del Vangelo era quella della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Il Signore Gesù distribuisce pani e pesci a partire da quei pochi 5 pani d'orzo e due pesci ma a coloro che prima ha fatto SEDERE! E la domenica precedente, il 22 luglio, la parola di Mc 6 diceva:"Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'!". Queste due parole danno l'avvio alla nostra permanenza in questo luogo.

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Questo ritiro è stato un momento di deserto ma a me è sembrato un deserto fertile e ricco, abitato da tante presenze belle e meravigliose ma anche da quelle delle mie paure e delle mie ansie, dei miei desideri e delle speranze, degli interrogativi, un deserto VIVO dove la presenza di Gesù e della sua mamma sorridente, perché il Figlio è risorto, è più forte e tangibile!. Ho vissuto con la vita scandita dagli orari modellati dalla preghiera delle ore nella Chiesa della Madonna del Sorriso, ma anche dai momenti di vita comunitaria e di lavoro insieme.

Essere discepolo significa seguire Gesù; in questo ritiro il messaggio principale è stato: STAI CON ME! Gesù mi dice: riconosci che ti sono vicino, sono con te, ti amo. Non sei sola.

La PREGHIERA è il polmone che dona ossigeno al nostro cuore.

 

La preghiera dà l'ossatura di fondo alla giornata, quella comunitaria nella chiesa e anche la meditazione personale.

Il giorno di S. Maria Vianney, 4 agosto, abbiamo fatto un giorno di "deserto" ed è stato bello pregare anche per i sacerdoti, in particolare per don Maurizio di Milano, che è venuto qui a Ganghereto casualmente proprio in quei giorni e che di fatto ci ha accompagnato, con la sua umanità semplice e profonda, nel ritiro che ha coinciso anche con il "perdono di Assisi". Fortunatamente la chiesa della Madonna del Sorriso è dedicata a San Francesco che pare sia passato proprio di qui prima di andare alla Verna, luogo dove ha ricevuto le stimmate.

Nell'orto dei miracoli c'erano dei girasoli: il girasole è il fiore più adatto a simboleggiare la preghiera perché senza il Sole non riesce proprio a vivere: si orienta secondo la sua luce. Se gli viene a mancare il Sole abbassa la testa e muore. La preghiera aiuta ognuno di noi a fare proprio come il girasole e a orientare la nostra vita, le parole, le opere secondo la volontà di Gesù.

 

Il NUTRIMENTO quotidiano dell'anima è poi è il corpo di Gesù, PANE VIVO DISCESO DAL CIELO (vangelo di domenica 5 agosto), manna dolce che si posa sul deserto del nostro cuore e che ci accompagna nel cammino verso la vetta che è Cristo.

E Maria, la nostra mamma, la donna umile del SI all'angelo Gabriele, la piena di grazia, ci dice sorridendo: Ecco il mio bambino! Vuoi prenderlo un poco tra le tue braccia!? Vedrai quanta gioia.! Prova, su!

Clarissa Bellini

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