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Sr Florenza

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tessere di luce

Venerdì, 31 Luglio 2015 20:58 Pubblicato in Bollettino

 

Si è concluso con la mostra dei mosaici realizzati dai corsisti il laboratorio di mosaico Tessere di luce che ha impegnato e entusiasmato 22 “allievi” di varie città (Fondi, Monte San Biagio, Gaeta, Spigno, Napoli), età e interessi, svolto da mercoledì 8 a sabato 11 luglio.

Il docente Gabriele Casale ha mostrato competenza tecnica unita a una squisita affabilità che lo ha reso apprezzato da tutti.

Gabriele ha lavorato per 8 anni al Centro Aletti di Roma, diretto dal famoso mosaicista Marc Ivan Rupnik; ironia della sorte: a Fondi, nella chiesetta di San Martino, recentemente restaurata e ora aperta al pubblico, possiamo ammirare uno stupendo mosaico realizzato proprio da Rupnik insieme alla sua equipe tra cui si annoverava il nostro docente.

E' per questo che il secondo giorno del corso siamo stati invitati a iniziare la lezione proprio recandoci a San Martino, per spiegarci il mosaico facendocene apprezzare le sfumature più recondite.

Un punto d'onore per il Cortile dell'Aquinate è quello di aver “tenuto a battesimo” Gabriele nella veste di docente, dato che è stato il suo primo corso di mosaico: se questo è l'inizio....

Dobbiamo soltanto riconoscere la positività dell'esperienza, che sarà senz'altro da ripetere.

Approfitiamo per ringraziare l'Ente Parco Naturale Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi per averci accordarto il patrocinio concedendoci l'uso gratuito del corso.

Un piccolo assaggio del corso lo avrete scorrendo le foto che, grazie alla perizia di suor Thérèse, hanno fissato anche le varie fasi della realizzazione del mosaico: dalla preparazione del disegno al ricalcarlo sul foglio trasparente; dall'impasto dela malta alla sua stesura sulla tavoletta base, dal taglio delle pietre per ottenere le tessere alla loro sistemazione nelle forme e nei colori più svariati che hano reso i singoli mosaici dei pezzi unici e originali.

E adesso non resta che aspettare la prossia puntata!

 

I presepi a Fondi

Lunedì, 05 Gennaio 2015 20:40 Pubblicato in Bollettino

“L’Epifania tutte le feste porta via”, dice il noto proverbio. E allora come ricordo di questo tempo natalizio, che anche liturgicamente volge al termine, vi presentiamo i nostri presepi, perché l’immagine imprima nei nostri cuori ciò che ha voluto significare: un Dio che, innamorato dell’uomo, si fa uomo per porre una dimora stabile nel suo cuore.

 

 

Si, avete letto bene, PRESEPI! Vi sembrerà strano, ma nella comunità di Fondi, quest’anno ci siamo sbizzarrite. Non so se per il fatto che in comunità attualmente siamo in tre, dunque 1 presepe a testa, o se ci ha spinte una tacita e inconscia reazione alla “nuova moda” di non dare spazio a siffatte rappresentazioni, per non urtare, si dice, la sensibilità dei non cristiani, (strano che a dirlo sono piuttosto i “cristiani” che i nostri fratelli delle altre religioni!!!) o se perché i luoghi della nostra preghiera e del nostro vivere insieme ce ne hanno spontaneamente fornito l’occasione, o….

Personalmente propendo per la terza ipotesi, ma chissà…

Allora, sperando di farvi cosa gradita, vi alleghiamo le foto dei nostri presepi, a cominciare dall’oratorio della comunità, allestito da suor Joëlle Marie. In realtà ci ha offerto ben 2 presepi in cui ha voluto sottolineare la povertà e l’umiltà di un Dio fatto bambino. Ha anche aggiunto un motivo tipico della Francia meridionale: una piantina di lenticchie germinate a simboleggiare la Vita che nasce e che rinnova tutte le cose, compreso il legno secco, simbolo della morte in cui era immersa tutta l’umanità. Delle spighe di grano ci ricordano che Gesù è Vita ed è vivo sempre, sempre presente per noi nell’Eucaristia.

 

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Suor Thérèse Marie, invece, ci ha regalato un presepe diciamo lineare, poiché segue il percorso della trave del camino nel nostro refettorio, così nutriamo corpo e anima nello stesso tempo. Motivi nordici, quali l’abete, si alternano a numerose piccole luci. Gesù è la luce che irrompe nelle tenebre; ma la luce è per sr Thérèse sintomo di serenità, pace, intimità, mistero…..

 

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Il presepe che ho realizzato si trova nella chiesa San Tommaso d’Aquino, dove andiamo a pregare diversi dei nostri Uffici. Si tratta di un presepe composito, in quanto si disloca in tre luoghi, corrispondenti alla frase del Prologo giovanneo “Il Verbo si fece carne” Gv 1,14

 

Sull’ambone, nella parte superiore, un fiore, una luce, - “lampada ai miei passi è la tua parola” Sl   - della paglia: è il luogo del Verbo. Sotto l’altare il presepe “tradizionale” con un bambino, la “carne”che il Verbo ha assunto; sotto il tabernacolo ancora della paglia, perché Gesù oltre a farsi carne si fa anche pane, non a caso Betlemme, città natale di Gesù, in ebraico vuol dire “casa del pane”, quasi a intravedere che un giorno quella carne assunta dal Verbo sarebbe stata presente realmente in un pezzo di pane, che noi adoriamo come corpo di Cristo: l’Eucaristia.

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Con l’augurio che possiate godere dei frutti del trascorso Natale!

 

suor Florenza o.p.






 

Ballar gioiso a Fondi

Domenica, 07 Ottobre 2012 21:49 Pubblicato in Bollettino

"Il ballar gioioso a Fondi tra le mura di Giulia Gonzaga"


 

Già il titolo lasciava presagire qualcosa di bello, gioioso e originale!

E la realtà non ha smentito la premessa!

I 5 artisti hanno suscitato un vero entusiasmo tra i ragazzi delle scuole che hanno aderito al progetto educativo-culturale attraverso la danza rinascimentale: gli Istituti comprensivi Amante, Don Milani, Garibaldi. Domenico e Liliana Baronio sono andati in alcune classi quinte della scuola primaria e prime della scuola secondaria di I grado (in totale 16 classi) a insegnare agli allievi delle danze popolari per preparare una grande festa di fine anno dove danzeranno tutti insieme.

Lunedì 1° ottobre alle 16.30 hanno proposto una interessantissima lezione-concerto indirizzata alle scuole, ma aperta a tutti, in cui hanno suonato, danzato e cantato, presentando di volta in volta gli strumenti e i musicisti che venivano eseguiti, con accenni all'ambiente culturale che li aveva prodotti. Per esempio: lo sapevate che l'organo positivo si chiama così perché veniva "posato" là dove doveva essere suonato? E che l'organo portativo veniva suonato su una grande pedana trasportata spesso al seguito di una processione?

Alle 19.30 il concerto serale: una vera apoteosi! La naturale coreografia dell'auditorium San Domenico, i costumi d'epoca, gli strumenti antichi, la bellezza delle musiche, nonché la professionalità degli artisti, hanno creato un'atmosfera d'altri tempi che ha affascinato e letteralmente abbacinato il pubblico che non ha mancato di tributare la compagnia con caldi applausi e sinceri complimenti.

L'intensa giornata si è conclusa - ma in parte è continuata! - come testimoniano le foto, con una splendida serata nella sede del centro culturale Il cortile dell'Aquinate, promotore dell'iniziativa, stavolta però a suon di pizza e gelato: come tra vecchi amici!

Ringraziamo ancora questi splendidi artisti, che fanno parte del prestigioso gruppo di musiche e danze rinascimentali "La Rossignol" (consigliamo di dare una sbirciatina al loro sito, anche per l'interessante curriculum: www.larossignol.com), unitamente al CREIA (Coordinamento Regionale di Educazione e Informazione Ambientale) e all'associazione Laurus nobilis che hanno sostenuto e sponsorizzato il progetto.

Speriamo di poter avere presto la possibilità di ospitare a Fondi chi a questa città, già sede della corte di Giulia Gonzaga, ha regalato note di gioia e di bellezza.

Suor Florenza